06 aprile 2006

Contro il terrorismo si deve combattere

Sulla Stampa online c'è un articolo di Fiamma Nirenstein che consiglio di leggere, segnalato da Alex Marra. In particolare riporto un passo:

[...]La condanna della guerra si basa anche sulle immagini insanguinate che escludono una vasta parte della realtà. Giustamente non ignoriamo le code dei giovani che vanno ad arruolarsi negli apparati di sicurezza e saltano per aria. Ma alzi una mano chi sa che da luglio al gennaio scorso le forze armate irachene hanno aggiunto alle loro truppe 22 nuovi battaglioni, che 5500 nuovi poliziotti e 2000 agenti speciali sono stati istruiti e equipaggiati, che 20 delle basi operanti della coalizione sono passati all’esercito iracheno. Le forze irachene hanno reso sicure zone prima ritenute impraticabili; città come Najaf, Mosul, Tal Afra e persino Falluja, scrive su News Week Farid Zakarja, sono molto più sicure oggi di un anno fa.
Non sappiamo neppure che nonostante tutti gli sforzi dei terroristi, il reddito pro capite si è raddoppiato dal 2003 ed è del 30 per cento più alto di quanto fosse durante la guerra, e che nel 2006 ci si aspetta che cresca de 16,8 per cento. Ci sono cinque volte le auto che c’erano al tempo di Saddam, cinque volte i telefoni, e 32 volte le connessioni in Internet. Non c’erano tv o media independenti: ora abbiamo 44 tv commerciali, 72 radiostazioni, e più di 100 giornali. Sono nate 3 mila 404 scuole, 304 costruzioni di fognature e acqua, 257 stazioni di polizia e vigili del fuoco, 149 ambulatori pubblici e ospedali. Ma questi fatti riguardano un mondo di poveri, di gente che nel nostro snobismo occidentale percepiamo come aliena alla democrazia. Preferiamo, invece, scontrarci con gli archetipi che amiamo odiare, quelli che uniscono la famiglia intellettuale europea contro l’imperialismo, per l’autodeterminazine. Bush tuttavia decise per la guerra sulla scorta di informazioni certificate dall’ONU e di un voto del Consiglio di Sicurezza che unanimente passava la risoluzione 1441. Essa chiamava Saddam a disarmare o a «fronteggiare le peggiori conseguenze».
Le armi di distruzione di massa che non si sono trovate non furono una bugia per iniziare la guerra, le scoprì l’ONU: e ora esce di nuovo, dai documenti iracheni appena consegnati al pubblico che esistono contratti di acquisto per vari materiali chimici. A tutt’oggi nessuno può negare che il trattamento usato dagli USA a Saddam abbia tagliato la proliferazioni delle armi di distruzione di massa e abbia tagliato i fondi al terrorismo. E la possibilità che le boccette di botulinus o di antrace siano state trasferite per tempo, è sempre valida.[...]

In particolare l'ultimo capoverso sottolinea un aspetto che pochi davvero conoscono, e che è una delle principali motivazioni addotte dalle persone che criticano questa guerra. Andate qui per leggere l'intero articolo.

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