15 settembre 2006

Crollo delle Twin Towers - La parola di un esperto

Leggendo i commenti di una notizia su Fisicamente, ho letto l'intervento di un ingegnere strutturista che fa delle osservazioni sulla dinamica del crollo delle Torri Gemelle. E con tutte le chiacchiere da bar-11-settembre che si sentono in giro, ritengo utile riproporre i suoi due interventi, che si distinguono per pacatezza e mancanza di faziosità:

Sono un ingegnere strutturista. Con questo ovviamente non ho la verità in tasca ma non trovo convincente, limitandomi a commentare il crollo, la teoria delle esplosioni controllate. Le lesioni dei pilastri dopo l'impatto hanno tuttavia lasciato integro quanto c'era sopra. Quando, causa l'incendio, i rimanenti pilastri del piano lesionato hanno ceduto tutta la "punta" è venuta giù e i vari solai hanno ceduto a cascata. Tenete presente che solai per uffici reggono più o meno 600 chili al metro quadrato e collassano (sempre indicativamente) per un carico circa tre volte superiore; figuaratevi se ci arriva sopra qualcosa come il peso di una decina (o più) di piani di un grattacielo, peso amplificato a dismisura dal carattere impulsivo dell'impatto. Si saranno innescati poi ulteriori meccanismo di collasso; per esempio le colonne, non più trattenute lateralmente dai solai saranno andate soggette a instabilità per carico di punta. Per una disamina migliore bisognerebbe conoscere nel dettaglio la struttura portante, naturalmente, e produrre complicate simulazione con programmi agli elementi finiti. Io mi limito a parlare sulla base di quella che è la mia esperienza, per quello che vale.Tra l'altro nel crollo, la "punta" non è inizialmente venuta giù per moto rettilineo dall'alto verso il basso ma nei primi momenti ha ruotato, schiacciando sulla parte lesionata come ci si doveva aspettare; in alcune immagini, fatte vedere in questi giorni, si vede abbastanza bene come l'asse del grattacielo disegnasse una linea spezzata nel momento di incipiente collasso. Gli sbuffi che si vedono fuori uscire dalle finestre durante il crollo li posso spiegare come aria che viene compressa da quanto sta crollando, come l'aria che in un cilindro è compressa da un pistone.

Insomma applicando il rasoio di Okkam cosa è più semplice? Che il crollo sia avvenuto causa l'impatto di un aereo gigantesco o perchè avevano in precedneza minato le colonne portanti?

Un po' strano mi appare invece il crollo del terzo edificio.

Dove si possono nutrire perplessità è sull'abilita di neofiti a pilotare con tanta precisione aerei di tal fatta; ho però visto intervistare piloti (non ricordo su che rete, pochi gioni fa comunque) che spiegavano come la cosa non fosse così impossibile. Ma qui non so che dire non avendo esperienza di pilotaggio di aerei...

Ciao
Marco (dal Trentino)

e ancora:

A completamento del mio predente intervento va sottolineato che NON è la temperatura di fusione dell'acciao il parametro da considerare per la crisi di una struttura. Una trave in acciaio (per esempio il classico Fe36 delle costruzioni civili) a 700°C di temperatura "collassa" con un carico pari a circa il 25% di quello a temperatura ambiente! La crisi della struttura può avvenire anche molto prima dei 700 gradi se il carico applicato è superiore a quello critico per una data temperatura. Non dobbiamo pensare che una struttura vada in pezzi solo se le sue travi sono fuse.Inoltre la dilatazione del ferro è più o meno impedita dalle giunzioni con gli altri elementi e questo può innescare classici fenomeni di instabilità (carico di punta, imbozzamento, svergolamento delle sezioni, effetto "P-Delta"... scusate i tecnicismi) per cui una struttura portante (trave o pilastro) può cedere sotto carichi sorprendemente bassi rispetto a quelli teorici per cui era stato pensato.

Per quanto attiene il peso che "non aumenta per magia" bisogna fare attenzione; l'urto (sto pensando alla "punta" della torre che si schianta sui piani inferiori) è un fenomeno di tipo impulsivo per cui una forza (il peso, in questo caso) ha la capacità di aumentare a dismisura il suo effetto. Gli effetti dinamici (prodotti da cose che si muovono) possono essere devastanti; per fare un esempio che non c'entra niente col fatto ma rende l'idea, nei ponti il peso di un camion va amplificato del 40% per il solo fatto che si muove e non sta fermo! Secondo voi un vento di 65 km orari può sbriciolare un ponte in acciaio e calcestruzzo? Ebbene è successo (Ponte di Tacoma, 1940) per effetti "secondari" (si fa per dire, viste le conseguenze...), ora ben conosciuti.

Tenete ancora presente che i singoli piani (solai) sono carta velina per delle strutture (la "punta" delle Torri Gemelle) che gli piombano dall'alto in quel modo; niente di strano che cedano di schianto. Sarebbe incredibile il caso contrario. Eppure questa "carta velina" ha l'effetto importante di legare a sè i pilastri. Venendo a mancare tale abbraccio i pilastri si trovano improvvisamente "nudi" e possono collassare con carichi molto molto bassi (carico di punta).

Ci sono ottime ragioni, senza avere visto gli atti dell'inchiesta, per pensare che il crollo delle Torri Gemelle sia avvenuto proprio secondo la spiegazione ufficiale. E' la cosa migliore che abbiamo, a mio parere. Eventuali complotti dovrebbero essere meglio provati, ben oltre qualche fotogramma preso qui e là ed ampiamente insufficienti per demolire la spiegazione del crollo come conseguenza dell'impatto degli aerei. E' una situazione che mi ricorda quella della presunta cospirazione per cui la NASA non sarebbe mai andata sulla Luna, tesi che nessun astronomo condivide.

Questo non toglie altre stranezze alla vicenda, sottolineate in vari interventi (l'abilità dei piloti principianti, la CIA o FBI che non legge -diciamo così- le informative, la vendita del ferro, gli imbarazzanti -aggiungo io- rapporti d'affari tra i Bush e la famiglia di Bin Laden ecc.). Eppoi Bush jr mi appare troppo idiota per architettare piani così diabolici; d'accordo direte voi è un fantoccio manovrato da altri.

Insomma, almeno per quanta riguarda il fatto tecnico del crollo delle Torri Gemelle, non riesco a vedere verità alternative a quelle ufficiali. Ovviamente se un giorno ci saranno prove stringenti (purché lo siano davvero) del contrario mi ricrederò.

Marco (dal Trentino)

Come nota, aggiungo che nessuno, cioè nè il moderatore (che è un fisico) nè qualcun altro si è preso la briga di rispondere alle sue osservazioni.

2 commenti:

packz ha detto...

Considerando che se osservi i resti degli edifici crollati noti che si sono fusi, c'è qualcos'altro oltre l'impatto dell'aereo e la benzina che brucia....

Anonimo ha detto...

io mi sarei aspettato che collassasse prima i piani dove hanno impattato gli aerei o quelli subito sopra per la temperatura ,non che il collasso partisse dalla cima degli edifici molti piani sopra l'impatto e soprattutto un collasso cosi' uniforme , si e' sbriciolato dall'alto piano per piano in maniera perfettamente simmetrica,senza rallentamenti,come se un piano collassa e sotto non trova niente a sostenerlo ,alla velocità di caduta libera...il terzo edificio poi siamo nel campo del esoterismo puro...quello è crollato con le stesse modalità senza che nessuno gli rompesse i coglioni...