08 maggio 2007

La famiglia prima di tutto

Anche se con un po' di ritardo, tenevo particolarmente a fare qualche riflessione sull'ultima puntata di "Anno Zero", di Michele Santoro, andata in onda giovedì scorso (e che ho potuto vedere in parte solo sabato alle 3 di notte in preda a obnubilazione onirica su RaisatExtra).
Per chi non avesse avuto modo di seguirla, si è parlato della cosiddetta "politica dei baroni" all'interno delle Università come indiscussa manovratrice, ahimé, di gran parte (leggi tutti) dei concorsi pubblici. Mi sono sintonizzata proprio nel momento in cui è partito l'ampio servizio sulla Facoltà di Medicina di Bari, città in cui ho il piacere di vivere (tanto più che oggi è San Nicola :) ). L'inviato si è presentato in facoltà, girando per reparti e biblioteche gremite di studenti, con addosso un enorme cartellone (sarà stato in passato un aspirante uomo-sandwich?) recante "l'albero genealogico" dei "pezzi da novanta" tutti presenti all'appello nei vari Istituti della facoltà. L'imbarazzante verità è che lì dove si erge un professore ordinario, quasi immancabilmente, si trovano una sfilza di persone con lo stesso cognome ("omonimi? No, no, proprio parenti" come ha detto il buon Travaglio). Figli, nipoti, ma si accettano anche amici "siori e siore"!!!! L'inviato ha realizzato una serie di interviste più o meno "flash" a diversi docenti il cui nome figurava nel cartellone (spicca tra tutti quella di Giorgino figlio), raccogliendo anche qualche dichiarazione rischiosa e prontamente ritirata ("...in Italia tutto funziona così.."), ma anche qualche provocazione (ma l'avranno capita?) come quella del prof. Schonauer (direttore di una delle cliniche ginecologiche al Policlinico di Bari) che ha prontamente fatto notare l'incompletezza del cartellone in quanto lacunoso dei nipoti da parte di madre, con cognomi differenti, dunque, da quelli dei più illustri parenti. Ma per fortuna il sangue non è acqua.
Ciò che forse si voleva sottolineare è che, a parte l'evidente gigantesca gravità della situazione, si stava realizzando un servizio da giornalisti d'assalto "stile iene", pervenendo non più che alla scoperta che una palla................rotola! Insomma tanti (leggi tutti) di questi episodi circa la nostra Facoltà di Medicina sono ben noti e fanno parte comunque di un fenomeno ben più ampio.
Insomma, senza alcun dubbio "c'è del marcio nel Tavoliere", ma questo è solo il tacco dello Stivale, come tante testate nazionali (vedi le inchieste di Repubblica) in passato hanno denunciato. Sono già partite da anni qui come altrove denunce alla Magistratura inerenti a concorsi spudoratamente truccati (tipo: nomi dei candidati vincitori noti ancor prima dell'uscita del bando.......la chiaroveggenza è una santa cosa!!).
C'è del marcio sì, non c'è dubbio, ma per quanto spettacolare (spettacolistico?), questo modo di fare giornalismo scandalistico realizzando degli scoop, che non sono scoop se non nella testa di chi li ha immaginati (e poi si è sognato a fare il discorso di ringraziamento col Pulitzer sotto braccio), personalmente mi ha davvero stancata. Avrei preferito delle schede di presentazione chiare ed esaustive (stile Matrix) seguite dai dibattiti di cui comunque la serata è stata ricca. Se qualcuno si è preso la briga di scrivere tutti quei nomi (pensavo fossero di più in effetti....) su un cartello e di appenderselo al collo per poi girare per tutto il Policlinico, c'è da pensare che in effetti non sia stato poi così difficile reperirli. Il problema del nepotismo è una piaga tipica della nostra forma mentis e invito a leggere la lettera di raccomandazioni di Travaglio, il momento più alto della trasmissione, una chicca di giornalismo intelligente, che toverete sul forum di Anno Zero.
"Per parenti, amici e amanti, si fa di tutto, di più. Alla luce del sole, con un certo vanto. Diceva Longanesi: “Nel tricolore andrebbe scritto: tengo famiglia”. "

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