17 novembre 2006

Riscaldamento globale ed effetto serra II

Continua da qui:

La discrepanza tra le misurazioni al suolo e da satellite

L'effetto serra dipende dalla quantità dei gas-serra, e se questi aumentano, a temperatura del suolo invariata dovrebbe aumentare anche la temperatura della troposfera, e in un secondo tempo, attraverso i complessi meccanismi di scambio del calore, anche la temperatura alla superficie.
Ma i dati rilevati al suolo non concordano con quelli misurati dai satelliti. E non si riesce a capire come possa essere aumentata la temperatura in superficie di 0,5 gradi, mentre quella degli strati più bassi dell'atmosfera è rimasta pressoché invariata.
Secondo quanto riferito da Bjorn Lomborg nell' Ambientalista Scettico
(pag 272/273 - fig. 139), tutti i modelli teorici prevedono che, se aumentano i gas-serra, la temperatura della troposfera deve aumentare in misura superiore o quanto meno uguale a quella del suolo. E' talmente inspiegabile questa discrepanza che all'inizio si pensava che gli strumenti del satellite fossero stati mal tarati. Ma dopo i controlli è venuta anche la constatazione che i loro dati coincidono completamente con quelli dei palloni sonda, che rilevano in maniera diretta la temperatura dell'aria a diverse altezze.
Ma allora non potrebbero essere sbagliati i dati misurati al suolo?
Molti scienziati lo pensano, e osservano che i termometri spesso non hanno una buona manutenzione, sono soggetti a distorsioni che che quasi sempre spingono verso l'alto i valori misurati rispetto a quelli reali, e sono distribuiti in maniera poco omogenea. Infatti sono concentrati in poche regioni, mentre sono quasi del tutto assenti in Africa, nell'Asia settentrionale, nelle calotte polari e negli oceani. Inoltre a quanto pare non si è tenuto nel debito conto il fenomeno chiamato "isola di calore urbano". Ed è noto che nelle città, a causa del traffico, del riverbero in estate e del riscaldamento in inverno, la temperatura è quasi sempre più alta rispetto alle zone circostanti. (Per la descrizione dettagliata dei numerosi fattori distorsivi di cui non si sarebbe tenuto conto, e per una trattazione più completa ricca di dati scientifici di prima mano, vedi l'articolo: "Effetto serra, siamo prudenti. Stiamo a guardare"). Quindi potrebbe anche essere che nell'ultima parte del secolo non ci sia stato alcun aumento della temperatura, oppure che il riscaldamento sia stato di dimensioni molto più modeste: un decimo di grado anziché cinque decimi, probabilmente dovuto, almeno in parte, a cause naturali. Ma un moderato aumento della temperatura avrebbe conseguenze nel complesso positive, così com'è avvenuto in tutte le epoche storiche in cui il clima era più caldo di oggi.
D'altra parte, se si dovesse prendere per buono l'aumento di 0,5 C° misurato al suolo, le conseguenze sarebbero paradossali. Dato che l'effetto serra dipende dalla capacità dell'atmosfera di assorbire parte della radiazione emanata dalla superficie terrestre (compresi i mari e gli oceani), se la temperatura al suolo aumenta mentre quella dell'atmosfera rimane invariata, bisognerebbe concludere che l'effetto serra è diminuito!
Eppure, proprio su un dato così incerto sono state basate le previsioni di un consistente aumento della temperatura nei prossimi cento anni, per scongiurare il quale ben 160 paesi si sono convinti a firmare il protocollo di Kyoto al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica (ma solo alcuni, in pratica i paesi europei, hanno sottoscritto degli impegni).
Ma la previsione di un catastrofico aumento della temperatura a livello globale non è realistica. Sia perché, come si è visto, il dato di partenza è quasi sicuramente sbagliato, ma anche perché i modelli matematici non riescono ancora a tenere conto di tutti i fattori che influenzano il clima. Infine la potenza dei computers è ancora largamente insufficiente per far girare dei modelli climatici abbastanza dettagliati.
Ma se fra 10 o 20 anni questi problemi saranno stati superati, e se si potrà dimostrare che l'aumento dell'anidride carbonica dovuto alle attività umane non è in grado di modificare più di tanto la temperatura del pianeta (cosa molto probabile in base a quello che sappiamo oggi), allora diventerebbe conveniente fare esattamente il contrario di quello che vuole il protocollo di Kyoto, cioè riconvertire le centrali a carbone e a bitume proprio per alzare il più possibile il tasso di anidride carbonica, perché questo provocherebbe un aumento della massa vegetale su tutta la Terra.

Il ciclo del carbonio

L'anidride carbonica, infatti, non è solo un gas serra, ma anche il principale fattore di crescita delle piante. Le piante sono fatte principalmente di carbonio, e il carbonio lo prendono dall'aria, dove è presente sotto forma, appunto, di anidride carbonica. Durante la reazione clorofilliana le piante assorbono il biossido di carbonio attraverso gli stomi, delle piccole aperture, invisibili ad occhio nudo, presenti sulla superficie delle foglie. E maggiore è la concentrazione della CO2 nell'atmosfera, maggiore è la velocità con cui essa viene assorbita, e più veloce è la crescita vegetativa.
L'accelerazione della crescita non è la stessa per tutte le piante. Ricerche che hanno preso in considerazione centinaia di piante diverse hanno mostrato che, se si raddoppia la percentuale della CO2, gli alberi accelerano la loro crescita di circa il 50%, mentre gli altri vegetali del 25 / 30%. E sono sempre di più le coltivazioni in serra che si avvalgono di percentuali doppie o triple di questo gas. Del resto l'aumento del tasso di anidride carbonica avvenuto dall'inizio dell'era industriale ad oggi sta già dando una forte spinta alla crescita sia delle piante coltivate che di quelle spontanee.
Ma il ciclo del carbonio ha anche la capacità di influenzare la temperatura del pianeta, e forse in misura maggiore di quanto non possa farlo l'anidride carbonica come gas-serra.
Dato che le piante rilasciano umidità, se cresce la massa vegetale, aumenta anche l'umidità atmosferica e questa, come si è visto, è il principale gas-serra. Inoltre le piante assorbono una parte della radiazione solare, che così viene sottratta all'effetto riscaldante del suolo. Infine, quando la vegetazione si espande o si riduce, si modifica l'albedo, e quindi la quantità di radiazione solare assorbita dalla superficie terrestre. Ma se una maggiore concentrazione della CO2 faccia realmente aumentare o diminuire la temperatura globale, e di quanto, lo si potrà sapere solo quando ci saranno dei modelli matematici molto più evoluti degli attuali. Ad ogni modo questo effetto riscaldante o raffreddante passerebbe attraverso un aumento della massa vegetale che, proprio dal punto di vista ambientale, non può certo essere considerato un fatto negativo.

La rivolta della comunità scientifica

Tutto quello che oggi si può dire è che l'aumento recente del tasso di anidride carbonica non sembra stia provocando un catastrofico surriscaldamento del pianeta, cosa che peraltro non esclude possibili modifiche degli equilibri climatici a livello locale (non necessariamente dovute a cause umane). In ogni caso, l'individuazione di eventuali situazioni problematiche, responsabilità e proposte di soluzione, può venire solo da una più approfondita ricerca scientifica, e non da interessate campagne mediatiche o da pregiudizi ideologici.
Per tutti questi motivi un numero sempre maggiore di scienziati sta prendendo posizione di fronte ad affermazioni che spesso hanno la stessa valenza scientifica degli oroscopi.
Un manifesto redatto dall'Oregon Institute afferma: “Non ci sono evidenze scientifiche che il rilascio di anidride carbonica o altri gas serra, prodotti dalle attività umane, stia causando, o lo farà nel prossimo futuro, un catastrofico riscaldamento dell'atmosfera terrestre e un eventuale cambiamento climatico. Al contrario, ci sono sostanziali evidenze scientifiche che l'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera produrrà molti benefici sia per quanto riguarda la crescita delle piante sia lo sviluppo dell'ambiente animale della terra”. Questa dichiarazione è stata immediatamente sottoscritta da 17.000 scienziati, e contro il dogma dell'effetto serra si sono pronunciate anche molte altre accademie scientifiche.
In conclusione non sembrano affatto giustificate le misure previste dal protocollo di Kyoto, e ancora meno, dato il loro costo e la scarsa efficacia nel perseguire lo scopo che si prefiggono, altri quattro o cinque protocolli dello stesso tipo che qualcuno ha già preannunciato.
In realtà questa politica, e la logica che la ispira, sembra avere come unico fondamento il solito pregiudizio ideologico contro la crescita economica e lo sviluppo.

16 novembre 2006

Riscaldamento globale ed effetto serra I

In questi giorni si sta svolgendo a Nairobi la conferenza mondiale sui cambiamenti climatici. Dal momento che si tratta di una serie di giorni in cui saranno lanciati i più assurdi allarmi, ho deciso, nel piccolo del mio blog, di riservare uno spazio giornaliero alla questione del riscaldamento globale, riportando il contenuto di una pagina di un interessantissimo sito che ho scoperto di recente. Tale esposizione combacia esattamente con il mio modo di vedere la questione e le mie attuali conoscenze.


Effetto serra

Tutto parte da un aumento di temperatura di mezzo grado misurato al suolo nell'ultimo quarto del secolo scorso. Da qui discendono tutti i discorsi sul riscaldamento del pianeta, le previsioni di terribili sconvolgimenti climatici, e i rimedi da adottare per ridurre il tasso di anidride carbonica, causa di questi disastri.
Ma quello dell'aumento globale della temperatura è un dato a dir poco controverso, e sono sempre di più gli scienziati che stanno prendendo posizione contro affermazioni che hanno spesso lo stesso valore di un oroscopo.

Misurare la febbre dal pianeta
Se vogliamo provarci la febbre, è sufficiente che ci misuriamo la temperatura una volta sola, perché la circolazione del sangue distribuisce nel nostro organismo non solo le sostanze nutrienti, ma anche il calore.
Ma misurare la febbre del pianeta non è altrettanto semplice. Gli scambi di calore tra terre emerse, oceani e atmosfera, che avvengono per conduzione, convezione e irraggiamento, sono fenomeni complessi e non ancora del tutto compresi.
La temperatura della Terra viene misurata in due modi. Il primo consiste nell'effettuare rilevazioni in diversi punti della superficie e poi fare la media. In base a queste misurazioni dal 1970 al 2000 la temperatura globale sarebbe aumentata di 0,5 gradi centigradi.
Il secondo consiste nel misurare la temperatura dell'atmosfera con l'aiuto dei satelliti. Dal 1979 i satelliti circumpolari misurano la temperatura media di diversi strati della troposfera (la parte più bassa dell'atmosfera). Essi si muovono su un piano orbitale che rimane fisso rispetto al firmamento, e dato che la Terra ruota su se stessa, ad ogni orbita possono scandagliare uno spicchio diverso del globo. Coprono quindi, con le loro osservazioni, tutta la superficie del pianeta, e le loro misurazioni sono molto precise, complete ed omogenee.
Dalle misurazioni satellitari effettuate dal 1979 al 2001 non emerge però alcuna chiara tendenza all'aumento della temperatura, che pur con qualche oscillazione rimane più o meno costante, e questo dato non è in accordo con le misure prese al suolo.
Chi ha ragione? Chi denuncia il pericolo di un catastrofico riscaldamento del pianeta, o chi sostiene che non ci sono prove che la Terra abbia la febbre?
Per riuscire a capirci qualcosa bisogna innanzitutto tenere conto di come funziona il meccanismo dell'effetto serra.

L'effetto serra naturale
Ogni corpo caldo irradia energia, e sia la quantità che il tipo delle radiazioni emesse, contraddistinte da particolari lunghezze d'onda, dipendono dalla sua temperatura. Il Sole ha una temperatura in superficie di 6.000 gradi, e di conseguenza emette la maggior parte della sua radiazione nel campo della luce visibile, ma rilascia anche una certa quantità di luce ultravioletta e una quantità minore di radiazione nel "vicino infrarosso".
La radiazione ultravioletta, molto energetica, viene catturata dallo strato di ozono che divide la troposfera dalla bassa stratosfera (all'altezza di circa 12 / 13 km), e non raggiunge la superficie della Terra. La luce visibile invece attraversa l'atmosfera diffondendosi nell'aria, ma senza quasi riscaldarla. Quando raggiunge il suolo o le nuvole, viene in parte assorbita e in parte riflessa.
La quantità di radiazione luminosa che il suolo o le nubi possono assorbire dipende dall'albedo. Maggiore è l'albedo, maggiore è la percentuale di luce che viene riflessa e si disperde nello spazio. La parte rimanente viene assorbita dal suolo e lo riscalda. Poiché ogni corpo caldo emette energia, e poiché la temperatura della superficie terrestre è bassa (in media 15 gradi C°), la maggior parte della sua radiazione viene a trovarsi nel campo dell'infrarosso termico. L'80% della radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre si disperde, mentre il restante 20% riscalda il vapore d'acqua e i gas serra che a loro volta diffondono il calore nell'atmosfera.
L'acqua atmosferica è responsabile del 98% dell'effetto serra, mentre i gas serra propriamente detti (anidride carbonica, metano, protossido di azoto ecc.) si contendono il restante 2%. Questa stima è basata sulla quantità di calore che può assorbire ogni molecola di gas, e sulla quantità, ugualmente ben conosciuta, dei vari gas-serra e dell'acqua atmosferica.
Questo è l'effetto serra naturale, che di per sé è un fatto positivo: infatti se non ci fosse la temperatura media della terra sarebbe di -18 gradi, e ben poche forme di vita potrebbero sopravvivere.

L'effetto serra antropico
L'effetto serra atmosferico, quindi, fa aumentare la temperatura della superficie terrestre di 33 gradi. Ma quanto di questo effetto riscaldante dipende dall'anidride carbonica prodotta dalle attività umane? I gas serra complessivamente contribuiscono con 0,66 C° (2% di 33 C°), e l'anidride carbonica con circa un terzo di questa quantità.
Poiché la CO2 in 50 anni è aumentata da 316 a 376 parti per milione, cioè di circa un sesto, l'effetto serra antropico dà un contributo di 0,036 C° (0,22 : 6).
In altre parole il contributo delle attività umane al riscaldamento del pianeta negli ultimi 50 anni dovrebbe essere di 3,6 centesimi di grado centigrado. E anche se si volesse raddoppiare questo valore per un eccesso di prudenza, l'effetto serra antropico non supererebbe il decimo di grado.
Queste le previsioni teoriche. Ma i dati scientifici raccolti in questi anni, confermano queste previsioni, o giustificano i ricorrenti allarmi sulla febbre del pianeta?

Continua domani.

15 novembre 2006

Vignette sul Darfur

Alla campagna di Italian Blogs for Darfur partecipano anche dei vignettisti. Ecco le loro prime creazioni sul tema.


14 novembre 2006

Niente uranio nel sud del Libano

Vi ricordate dell'ennesima accusa rivolta verso Israele a proposito della guerra di questa estate?
Ebbene, ecco l'ennesima smentita pressochè taciuta dai media.

I tecnici Onu dell'Unep escludono altri residui radioattivi
(ANSA) - NAIROBI, 7 NOV - Gli esperti delle Unep
(Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, ndB) non hanno trovato traccia di uranio o materiale radioattivo dopo il conflitto tra Israele ed Hezbollah in Libano. I tecnici in munizioni del programma per l'ambiente delle Nazioni Unite hanno reso noto che 'I campioni prelevati dagli scienziati non mostrano tracce di uranio impoverito o di altri materiali radioattivi. Non sono state trovate schegge di munizioni a base di uranio o altri residui radioattivi. L'analisi di campioni non rileva tracce di uranio arricchito'.

10 novembre 2006

Pace in Nepal

Finalmente ieri il capo dei Maoisti, Prachanda, e i partiti democratici nepalesi hanno raggiunto l'accordo definitivo che, dopo la deposizione del re Gyanendra, pone fine a oltre dieci anni di scontri e guerriglia che hanno causato più di 12000 morti.
Alessandro Gilioli ha intervistato il capo dei Maoisti, e oggi è possibile leggere l'intervista sul sito dell'Espresso di Repubblica.
Buona lettura.

08 novembre 2006

Barzellettine acide

E per l'angolo del buonumore...

1. Qual è la differenza fra una fidanzata ed una moglie?
20 kg.

2. Qual è la differenza fra un fidanzato ed un marito?
20 minuti.

3. Cos'è quando un uomo si rivolge ad una donna in modo osceno?
Molestia sessuale.

4. Cos'è quando una donna si rivolge ad un uomo in modo osceno?
3.500 Lire + IVA al minuto.

5. Come fai a scoprire quando tua moglie è morta?
Il sesso è lo stesso, ma i piatti continuano ad ammucchiarsi.

6. Come fai a scoprire quando tuo marito è morto?
Il sesso è lo stesso, ma almeno hai il controllo del telecomando.

7. Se tua moglie continua ad uscire dalla cucina per romperti le palle,cos'hai sbagliato?
Le hai fatto la catena troppo lunga.

8. Quanti uomini ci vogliono per cambiare una lampadina?
Nessuno: stanno solo seduti lì al buio a lamentarsi.

9. Qual è la via più breve per arrivare al cuore di un uomo?
Attraverso il suo petto, con un coltello ben affilato.

10. Cos'hanno in comune gli uomini ed i posti macchina al parcheggio?
Tutti i migliori sono già stati presi e quelli rimasti sono per disabili.

11. Perché gli uomini vogliono sposarsi le vergini?
Perché non sopportano i paragoni.

12. Perché è così difficile per le donne trovare uomini che siano sensibili, affettuosi e carini?
Perché tali uomini hanno già un fidanzato.

13. Come separano gli uomini la propria biancheria?
Sudicia e sudicia ma portabile.

14. Perché le donne fingono l'orgasmo?
Perché gli uomini fingono i preliminari.

15. Cos'è che spinge gli uomini a rincorrere donne che non hanno alcuna intenzione di sposare?
La stessa cosa che spinge i cani a rincorrere macchine che non hanno alcuna intenzione di guidare.

16. Qual è la pena da scontare per la bigamia?
Due suocere.


I SOLITI LUOGHI COMUNI

Un cortigiano: un uomo che vive a corte
Una cortigiana: una mignotta

Un massaggiatore: un kinesiterapista
Una massaggiatrice: una mignotta

Un professionista: un uomo che conosce bene la sua professione
Una professionista: una mignotta

Un uomo di strada: un uomo duro
Una donna di strada: una mignotta

Un uomo senza morale: un politico
Una donna senza morale: una mignotta

Un uomo pubblico: un uomo famoso, in vista
Una donna pubblica: una mignotta

Un uomo facile: un uomo con il quale è facile vivere
Una donna facile: una mignotta

Un intrattenitore: un uomo socievole affabulatore
Una intrattenitrice: una mignotta

Un adescatore: un uomo che coglie al volo persone e situazioni
Un'adescatrice: una mignotta

Un uomo molto disponibile: un uomo gentile
Una donna molto disponibile: una mignotta

06 novembre 2006

Qualche commento per i comici del WWF

Stuzzicato da questo post di Andrea, ho trovato sul sito dell'Istituto Bruno Leoni un po' di articoli che commentano il rapporto del WWF, al quale avevo già accennato in un precedente post, secondo cui le risorse del pianeta si esauriranno entro il 2050.
Gli articoli sono molti (sono i primi sei di questa pagina) ma ne riporto un paio in particolare:

Dev’essere successo qualcosa di terribile, ieri, in Italia. Qualcosa che non vogliono farci sapere. Non si spiega altrimenti, perché il Corriere della sera abbia centrato per mezza-giornata-mezza il suo sito Internet sulla regina delle non-notizie. Il Wwf che dice: consumiamo troppo, la Terra è spacciata È come se oggi il titolo di Libero fosse: Papa Ratzinger ai fedeli, ‘andate a messa, la domenica’. Sai che roba. Sono trent’anni, grossomodo cioè da quando esistono, che i verdi continuano a prevedere la fine del mondo. Lo fanno ogni tot mesi, è il loro mestiere. Lo fanno senza interrogare gli oracoli, che di norma pretendono una bestiola in sacrificio, ma organizzando periodiche sedute spiritiche, aspettando quel sibilo nell’aria: “Gradoli”. Per ora, nulla. L’ultima profezia individua l’anno ferale nel 2050. Sorridete, il nostro tempo sta per scadere.

C’è da crederci, come sembra fare il Corriere? Assolutamente no, e il suo direttore Paolo Mieli, che ai tempi è stato in Italia fra i pochissimi a dare credito e spazio all’ambientalista scettico Bjorn Lomborg, lo sa bene. Lo sa anche perché Mieli per mestiere è direttore, ma per vocazione è storico. E allo storico non può sfuggire, la sottile differenza che passa fra la Cassandra che vede Troia in fiamme, e quella che grida all’incendio mentre fuori si gela.

Qualche esempio.

Nel 1905, il proto-ecologista ma cacciatore Teddy Roosevelt aveva annunciato che le riserve mondiali di legname si sarebbero esaurite in qualche decennio. Sorpresa. Cent’anni dopo, noi continuiamo a vivere in case fornite di mobili, a leggere libri, a comprare il giornale.

Nel 1980 il presidente americano Carter, basandosi su uno studio da lui commissionato, fece sapere che nel 2000 sarebbero finite le risorse alimentari. Non quelle del frigorifero di mia zia, ma della Terra. Di tutta la Terra. Sono passati sei anni e continuiamo a mangiare.

Nel 1972 il Club di Roma, un cenacolo di cervelloni con l’hobby di far scoppiare il mondo, sostenne con autorevolezza che le riserve di oro sarebbero terminate entro il 1981, quelle di zinco entro il 1990, il petrolio entro il 1992, il piombo, il rame e il metano entro il 1993. Venticinque anni dopo la sua presunta data di morte, l’oro continua a venire estratto dalle viscere della Terra. È vero, si seguita a dare per certa la fine del petrolio. Però, a parte il fatto che se il greggio si esaurisse domani sarebbe comunque durato quattordici anni più del previsto, tali irrazionali paure non sono suffragate dall’unico indicatore oggettivo di scarsità: ovvero, il sistema dei prezzi. Invece, si continua a trivellare, e il prezzo dell’oro nero è esposto a fluttuazioni che parlano più di geopolitica, che del suo imminente esaurimento.
continua a leggere


La profezia di sventura lanciata dal Wwf, convinto che a questo tasso di crescita nel 2050le risorse naturali si esauriranno, è l’ennesima bufala prodotta dal catastrofismo ecologista. Destinata ad essere smentita dai fatti.

Già nel 1980 un grande studioso, Julian Simon, “sfidò a duello” un guru dell’ecologismo alla moda, Paul Ehrlich; e vinse la sua battaglia. Stufo di sentire che le risorse stavano finendo, Simon chiese a Ehrlich di scommettere che nell’arco di dieci anni ben cinque materie prime fondamentali (stagno, rame, nickel, tungsteno e cromo) avrebbero avuto un prezzo inferiore: a dimostrazione che non c’erano problemi di scarsità. L’ecologista accettò e perse, dato che dieci anni dopo lo stagno costava il 72% in meno, il rame il 18,5% in meno, il nickel il 3,5%, il tungsteno il 57% e il cromo il 40%.

La storia dell’ultimo secolo è costellata di profezie ecologiste che non si sono realizzate: come quando il Club di Roma di Aurelio Peccei pubblicava studi ricchi di grafici che avrebbero voluto convincerci che il mondo non sarebbe arrivato nel terzo millennio.

Si potrebbe ritenere che gli ecologisti sono un po’ bugiardi, ma non dannosi. E invece non è così. Lungi dall’essere “la soluzione”, in larga misura oggi gli ecologisti sono “il problema”. Se c’è un briciolo di verità nel ridicolo manifesto diffuso dal Wwf essa sta nel fatto che – soprattutto a causa della propaganda ambientalista – troppe risorse sono statali e limitate nel loro utilizzo dalle leggi. In assenza di logiche imprenditoriali, così, non si può escludere che la gestione delle risorse naturali sia nel segno degli acquedotti pubblici: che fanno acqua da tutte le parti.
continua a leggere

31 ottobre 2006

Qualcosa sui cambiamenti climatici

Negli ultimi giorni ho constatato un assalto da parte degli ambientalisti, con notizie e interventi vari sui temi del riscaldamento globale, dell'inquinamento ecc.
Raccogliendo quelli che ricordo, ci sono: il rapporto del consigliere economico di Blair, che arriva a ipotizzare nei prossimi anni una crisi, provocata dall'effetto serra, paragonabile a quella del '29, il rapporto del WWf sull'esaurimento delle risorse entro il 2050, e in più vari interventi nei media, come quello di Tozzi (conduttore di "Gaia") al Ruggito del Coniglio, e quello di Giulietto Chiesa (ancora lui!!!) da Crozza ieri sera...
Tutti parlano della stessa cosa, e devo dire che, senza dubbio, si tratta di un bel lavaggio del cervello, al quale siamo stati sottoposti tutti sin da bambini. Anch'io, a causa di questo lavaggio del cervello sono cresciuto con certe convinzioni, fino a quando ho iniziato a metterle in dubbio, grazie anche a qualche libro e alla mia formazione scientifica.
Purtroppo alle associazioni ambientaliste interessa poco degli studi scientifici, ma fanno solo terrorismo nei confronti della popolazione, contribuendo a creare miti, che in alcuni casi fanno più danni di ciò a cui vorrebbero rimediare. Eclatanti in tal senso sono vicende come quella del DDT, il cui bando ha provocato in Africa milioni di morti per malaria.
L'anno scorso, dopo l'uragano Katrina, si è giunti ad assistere a scene di un opportunismo raccapricciante, in cui alcuni quasi gioivano nell'ipotizzare che la natura si fosse rivoltata contro la nazione il cui presidente non aveva firmato il trattato di Kyoto.
E dagli a dire che una stagione come quella scorsa (effettivamente la peggiore di sempre, per quanto riguarda gli uragani in quell'area dell'Atlantico) era causa dei cambiamenti climatici, che se non si fa come dicono loro sarà sempre peggio, ecc.
Terrorismo verbale, come dicevo.
Eppure, per rimanere sul tema degli uragani, ho trovato un articolo da cui si capisce come non vi sia affatto accordo nel mondo scientifico su quali siano le cause del lieve incremento che si è osservato negli ultimi anni in quell'area. C'è chi osserva, addirittura, che tenendo conto per esempio anche degli eventi registrati nel bacino del Pacifico Orientale, il loro numero non sia affatto cresciuto, ma sia stazionario. Del resto, se la causa fosse il riscaldamento globale, l'incremento dovrebbe avvenire ovunque o quasi. Consiglio davvero di leggere l'articolo, dà un'idea di quale sia realmente il dibattito sul tema.
Le posizioni a riguardo sono diverse, per cui le associazioni ambientaliste, che riportano al grande pubblico queste cose come scientificamente vere, semplicemente mentono, più o meno in malafede.

27 ottobre 2006

C'è del buono in Danimarca

Credo che tutti ricordino la vicenda delle vignette satiriche su Maometto, che hanno scatenato tante pilotate proteste nei paesi musulmani. Ebbene, è di ieri la notizia della sentenza della corte di Aahrus, secondo la quale non si può procedere contro il vertice del giornale che pubblicò le vignette.
Qui la notizia completa.

23 ottobre 2006

Omaggio a un campione

Ieri Michael Schumacher si è ufficialmente ritirato dalle corse. Ha disputato il suo ultimo Gran Premio, e l'ha fatto con l'ennesima gara straordinaria, resa tale anche dalla grandissima rimonta a cui è stato obbligato dalla rottura di uno pneumatico, che l'ha portato ad avere un giro di ritardo dai primi dopo pochi giri. Non ha vinto il campionato, soprattutto per i due colpi di sfortuna delle ultime due gare, ma in fondo non cambia niente, e chissà, magari questa sconfitta lo rende più simpatico.

Perché in effetti, pur con tutte le vittorie che ha dato alla Ferrari, secondo me non è mai entrato del tutto nel cuore dei tifosi, almeno per l'aspetto umano. Quell'atteggiamento troppo "tedesco", il fatto che parlasse sempre in inglese, ha sempre scaldato poco gli animi italici. Ma credo che alla fine, anche grazie alle interviste più "sbottonate" (e in italiano) di ieri, sapendo che si ritira anche per dedicarsi a cose "semplici" come la famiglia e i figli, e con la consapevolezza che si trattava dell'ultima gara del più grande campione di Formula 1 di tutti i tempi, l'ho sentito davvero più umano, e credo che ciò valga per molti tifosi che, pur non tifando per la Ferrari, seguono l'Automobilismo e hanno assistito in questi anni alle sue imprese.

Non è difficile immaginare che dovremo aspettare davvero tanto per avere un altro pilota di questa statura, o anche solo un po' meno forte, perché i pur bravi Alonso e Hakkinen di sicuro non potranno mai eguagliare ciò che è stato in grado di fare.

Grazie Michael, per quello che hai fatto per i tifosi e per la Ferrari.

Commenti sparsi

Amarcord
Sabato, nel suo intervento all'inaugurazione della pontificia Università Lateranense, il papa mette in guardia gli scienziati, suggerendo un paragone con la vicenda di Icaro, e contesta la tecnica sperimentale.
In effetti rimpiangiamo tutti gli illuminati tempi in cui, se qualcuno sosteneva delle tesi contrarie ai dogmi della Chiesa basandosi sulle osservazioni sperimentali, poteva essere condannato al rogo. Quello sì che era un bel periodo...

La trave nell'occhio
Dalla Finlandia, Putin dice che "L'italia è la culla della mafia".
Tralasciando il fatto che la mafia russa non ha niente da invidiare alla nostra, ci sarebbe da dire che il suo è lo stato in cui si può tranquillamente uccidere una giornalista scomoda, così come succede per chi si oppone alla mafia...
Ma chissà, magari è colpa nostra, probabilmente se tutti i mafiosi italiani, invece che alle loro meschine attività, si dedicassero alla nobile arte dello stupro, credo che Putin ci apprezzerebbe molto di più.

18 ottobre 2006

Una malattia contro natura

Ho sempre detto che l'omosessualità è una malattia e soprattutto che è una cosa non naturale.
Ecco, vi consiglio di leggere qui di seguito, magari mettendo anche in play...


L’omosessualità come collante sociale. È questa, in sintesi, la riflessione di Joan Roughgarden della Stanford university, che contesta l’idea secondo cui i rapporti fra persone dello stesso sesso tenderanno a scomparire prima o poi, perché non avrebbero senso dal punto di vista evolutivo. La biologa mette in discussione la teoria darwiniana della selezione sessuale e preferisce parlare di selezione sociale.

“Ciò che spinge gli animali a mostrare con fierezza i propri attributi genitali non sarebbe solo l’istinto di accoppiarsi per riprodursi, ma quello di affermare la propria identità e posizione di predominio sui simili, di riconoscersi parte di una comunità”, scrive la Roughgarden. Nel caso delle scimmie bonobo, per esempio, le femmine che non hanno tutti i giorni contatti sessuali con le loro pari non si integrano nei gruppi che controllano l’accesso al cibo e forniscono la protezione necessaria per crescere la prole.

Questo comportamento non si limita ai primati: sarebbero 300 le specie di vertebrati che lo adottano. Sembra quindi che l’omosessualità abbia una base genetica e un significato adattativo oltre che sociale. Sarebbe una caratteristica che aumenta le probabilità di sopravvivenza.


Notizia da internazionale.it, ma ne ha parlato ieri anche Tg Leonardo. Riporto il testo del servizio:

Tra i montoni delle montagne rocciose, nelle comunità di giraffe africane, nei gruppi di bonobo, come fra i delfini, le orche assassine, le balene grigie e i lamantini indiani, l'omosessualità è un comportamento frequente, diffuso, normale e funzionale all'organizzazione sociale degli animali.
Il fatto, dunque, che sia ritenuta ancora oggi, dalla comunità scientifica, una devianza, un comportamento eccezionale che esula dalla naturale funzione riproduttiva della sessualità, inizia a sembrare un limite nello studio della vita dei vertebrati.
Neppure la rassicurante semplicità delle darwiniane teorie evolutive riesce a mantenere il genere umano al riparo da una inquietante certezza: la società è un sistema molto complesso, così complesso da non essere spiegabile totalmente da nessuna legge.
Una vistosa evidenza di ciò sta negli studi sviluppati negli ultimi 15 anni da scienziati biologi ed etologi su animali di tutto il mondo.
Joan Roughgarden, docente di biologia all'università californiana di Stanford, è convinta che se la natura non ha fino ad oggi eliminato l'anomalia dell'omosessualità, attraverso la selezione naturale, è perché fa parte della vita degli animali, ha una funzione stabilizzante nei legami sociali, garantisce il mantenimento della convivenza pacifica, ed è un modo di creare complicità e confidenza fisica, proprio come la reciproca pulizia del pelo, molto diffusa fra i primati, ma con in più l'aspetto della piacevolezza.
Ha scritto un testo, "Evolution's Rainbow", che si propone di ribaltare le teorie darwiniane in materia di sessualità, ma non solo: la scienziata si spinge a sostenere che, entro i prossimi 50 anni, anche l'uomo tornerà al modello osservato tra i primati, abbandonando quella che, a suo dire, è l'artificiosa distinzione tra eterosessuali e "omo".

17 ottobre 2006

I nuovi fascisti

E' stato presentato oggi alla Festa del cinema di Roma il film di Corrado Guzzanti "Fascisti su Marte", risultato del collage dei vari sketch mandati in onda alcuni anni fa su Rai Tre.
A ricordarci che non si tratta di cose così lontane ci pensano alcuni simpatici ragassuoli di Reggio Emilia.

Italia nel Consiglio di Sicurezza

Finalmente ieri l'hanno detto: l'Italia siederà provvisoriamente nel Consiglio di sicurezza dell'ONU.
La notizia non è per me una novità, dal momento che i blogger di Italian Blogs for Darfur, me compreso, già lo sapevano da alcune settimane!
E già da un po' di tempo si stanno impegnando per contattare personaggi dello spettacolo e politici vari e raccogliere le loro adesioni all'appello.
Data la notizia, l'iniziativa assume ancora maggiore significato, perché sensibilizzare i nostri politici sul tema significa contribuire a portare nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU una voce in più che spinga per la risoluzione del massacro.

12 ottobre 2006

Cartelli simpatici

Ogni tanto mi mandano mail simpatiche di vario genere. Ne posto una che mi arrivò un po' di tempo fa e che ho appena riletto.

(In due panifici)
QUANDO VI DIVENTA DURO VE LO GRATTUGIAMO
GRATIS -
E META' CE LO TRATTENIAMO
-------------------------------------------------
PANE FRESCO
CALDO

(In due macellerie)
DA ROSALIA - TACCHINI E
POLLI, A RICHIESTA SI APRONO LE COSCE
-----------------------------------------------------------------------
CARNE BOVINA OVINA CAPRINA SUINA POLLINA E CONIGLINA

(In tre pollerie diverse)
POLLI ARROSTO ANCHE VIVI
----------------------------------------------
SI AMMAZZANO
GALLINE IN FACCIA
----------------------------------------------------------
SI VENDONO UOVA FRESCHE PER BAMBINI DA SUCCHIARE

(In un negozio di fiori)
SE MI CERCATE SONO AL CIMITERO (VIVO)

(Nell'autofficina)
VENITE UNA VOLTA DA NOI E NON ANDRETE
MAI PIU DA NESSUN' ALTRA PARTE

(Dal fioraio)
SI INVIANO FIORI IN TUTTO IL MONDO VIA FAX

(Genere derattizzanti)
QUI ULTIMA CENA PER TOPI

(C'è anche la ferramenta)
GRANDE OFFERTA: SEGA A DUE MANI E A DENTI STRETTI: 50 EURO

(Alla lavanderia)
SI SMACCHIANO ANTILOPI

(Dal ciclista)
SI RIPARANO BICICLETTE ANCHE ROTTE

(Sul citofono in una caserma dei Carabinieri)
ATTENZIONE PER SUONARE
PREMERE,
SE NON RISPONDE NESSUNO RIPREMERE

(In una palazzina in vendita con officina artigianale sul retro)
SI VENDE
SOLO IL DAVANTI,
IL DIDIETRO SERVE A MIO MARITO

(E infine... Gran finale, negozio di mangimi)
TUTTO, VERAMENTE TUTTO,
PER IL VOSTRO UCCELLO

11 ottobre 2006

Comunicazione di servizio

Chiedo cortesemente ai visitatori del blog di indicarmi se vedono l'immagine in alto, all'inizio della pagina, dove si trova il titolo del blog. Perché io da un po' non la vedo, e vorrei capire cosa succede.
Grazie.

10 ottobre 2006

Altre notizie dal Darfur

Linko da SaveTheRabbit:

ANCORA VILLAGGI ATTACCATI IN DARFUR, CON L’AIUTO DEL GOVERNO SUDANESE E DELL’ONU.

Era il 1999 quando Massimo D’Alema, senza mandato dell’ONU e senza che nessuna risoluzione della stessa fosse stata violata dalla Serbia, inviò i nostri aerei a bombardare Belgrado, per evitare che nuove fosse comuni venissero coperte, così come era successo in Bosnia.
Ora, evidentemente, ben lungi dal desiderare il bombardamento di Karthoum, siamo dinanzi a un esplicito caso di discriminazione. Migliaia di morti africani in Darfur, fanno meno impressione alla comunità internazionale, che non ha il coraggio di svincolarsi dal gioco della Cina e della Russia e di costituire un’alleanza dei Paesi Democratici per porre fine allo sterminio in atto nella regione del Darfur.

continua a leggere

03 ottobre 2006

Diretta dei Premi Nobel 2006

Ho appena scoperto che, dal questa pagina del sito http://nobelprize.org/, sarà possibile seguire l'assegnazione del premio Nobel per la Fisica 2006. L'inizio è previsto per le 11.45 di oggi, 3 ottobre. Magari, se mi sarà possibile, in seguito potrei spiegare più precisamente le motivazioni.

Strane chiavi di ricerca

Inauguro oggi una rubrica, ispirata dal buon Herakleitos. Osservo infatti che molta gente arriva su questo blog dopo aver inserito nel motore di ricerca frasi alquanto strane, e talvolta ho l'impressione che abbiano luogo fenomeni alquanto curiosi, riflesso magari di effetti di ridondanza delle notizie, comuni per la rete.
Tempo fa ad esempio parlai di un simpatico giochino (deathclock) che, a partire dalle risposte ad alcune domande sulle proprie abitudini, "calcola" esattamente quando (e come!!!) chi l'ha fatto morirà. A partire da metà settembre ho notato che iniziavano a venire persone con chiavi di ricerca come: "quando morirò test", "quando moriro", "quando morirò", anche seguito da 1 o 2 punti interrogativi...mi viene da pensare che magari da qualche parte, in televisione o in qualche sito in rete, si sia parlato di questo giochino, cosicchè alcuni abbiano pensato bene di cercarlo in rete e di provarci.
C'è poi chi, sulla scia della vittoria ai mondiali, cerca "ora ridateci la gioconda", o alla romana "aridateci la gioconda", o addirittura associa "cannavaro e la gioconda".
Certo, se devi cercare "http://luthienberen.blogspot.com/", a questo punto digitalo direttamente sulla barra degli indirizzi, no? :)
E non sa, chi ha cercato "anti Gino Strada", che si è confuso con un altro tizio vissuto duemila anni fa?
Noto anche una certa vena sadomaso, con frasi come "ambientalisti norvegesi sesso sul palco" e "militari che si succhiano". Non so se mi stupiscano di più le chiavi di ricerca, o il fatto che con esse siano arrivati sul mio blog...anche "lecca cuccioli allo schermo" mi lascia più di un dubbio.
Per finire, c'è chi cerca "immagini simpatiche di lotta"...e passi, "immagini simpatiche pistoni"...sarà, ma "immagini simpatiche aids"!!!

27 settembre 2006

Tagliamo la testa...all'Idomeneo

Ecco l'ennesimo esempio di pecorina autocensura (leggi cacazza) per "rispetto" verso alcuni fanatici. Peccato che, anche se l'allestimento può essere ritenuto più o meno artisticamente valido, si tratti comunque della nostra cultura, e dell'opera di uno dei più importanti compositori della storia!!!

Nella foto, Mozart che sbianca leggendo la notizia sul giornale.

25 settembre 2006

Opportunismo per il Darfur

Approfitto dell'immane afflusso di contatti che sta avendo il mio blog a causa di un link su un post di Attivissimo per ricordare dell'iniziativa di Italian Blogs for Darfur. Si può firmare una petizione online per chiedere ai maggiori telegiornali di dare più spazio alle notizie riguardanti la tragedia del Darfur. Per maggiori informazioni su cosa accade in quella regione del Sudan, potete andare, per esempio, qui, dove potete anche aderire all'iniziativa, se avete un blog.

23 settembre 2006

Il coraggio di Report per smentire...Enrico Lucci

Forse qualcuno ricorderà un servizio di qualche anno fa di Enrico Lucci per le Iene, in cui mostrava alcuni aspetti discutibili o strani della vita quotidiana negli USA, intercalandoli con l'ironica citazione di una frase che suo zio era solito ripetere: "Gli Stati Uniti sono più avanti di noi!".
Ebbene, domani Report ci proporrà un filmato, Confronting the evidence, che espone tesi complottiste sull'11 settembre. Ma, come fa notare Attivissimo in questo post, il filmato risale a due anni fa, col risultato che molte delle tesi che propone sono ormai obsolete (vuoi perché ampiamente smontate dai debunker, vuoi perché non rispecchiano più la situazione attuale) e non sono neanche più sostenute dai maggiori siti complottisti statunitensi!
C'è da chiedersi dunque perché Report lo mostri ora; che lo faccia per dimostrare che Enrico Lucci sbagliava e che gli Stati Uniti sono più avanti di noi?

Enrico Lucci e Milena Gabanelli, protagonisti della titanica contesa!!!

21 settembre 2006

Tempi duri per i pedofili

Ah, questi politici thailandesi. Con questa fissazione per il potere fanno colpi di stato, e rendono instabile la situazione nel paese. Ovvio poi che in Italia le autorità sconsiglino di recarsi in Thailandia. Ma come fa ora un povero pedofilo, mi chiedo io. A lui nessuno pensa?

18 settembre 2006

Giornata mondiale per il Darfur

Era ieri, non oggi, ma ne approfitto per ricordare che è possibile sottoscrivere grazie a ItalianBlogs4Darfur un appello ai media italiani per chiedere loro di rivolgere maggiore attenzione verso questa tragedia.
E' anche possibile sottoscrivere due petizioni online, di Human Rights First e di Amnesty International.
Riporto infine un articolo de La Stampa di ieri, citato anche da IB4D:

TRAGEDIA DIMENTICATA. A GEREIDA LA PIÙ GRANDE CRISI UMANITARIA DEL PIANETA VIENE IGNORATA DA TUTTI E UN’INTERA POPOLAZIONE SI SENTE TRADITA DALL’ONU CHE NON RIESCE A MANDARE I CASCHI BLU
Darfur, prigione a cielo aperto
Centotrentamila profughi abbandonati agli squadroni della morte 17/9/2006
di Chaterine Simone

Un guerrigliero del DarfurGEREIDA (Sud Darfur). Seduto in una povera capanna di frasche, un mazzo di fiori di plastica e un mangiacassette posati su un tavolino, Adil, il giovane re dei Massaliti, dice che sì, ha passato un brutto quarto d’ora. Turbante bianco, occhiali scuri, il «monarca» parla lentamente, in un inglese approssimativo. «Hanno persino cercato di rubarmi il satellitare», s’indigna. In Africa l’autorità dei re tribali non è più quella d’un tempo. Adil è re per caso. Il vero monarca, suo cugino, è partito da Gereida di buon mattino, lavora a Khartoum come ufficiale di polizia. Il primo settembre, all’alba, Gereida, piccolo centro del Far West sudanese, nell’estremo Sud Darfur, è stato attaccato da una dozzina di uomini. Massaliti, la tribù predominante nella regione, la stessa governata dal giovane Adil. Ma, come dice il re a interim, «senza soldi non c’è potere». Quella mattina i colpi d’arma da fuoco hanno svegliato la città, provocando «da due a quattro morti, secondo le fonti», precisa il governatore di Nyala. Tre feriti sono all’ospedale, uno è grave. Tutti contro tutti Per il Darfur è nulla, ma l’incidente è di cattivo auspicio. Per la prima volta, a Gereida, i Massaliti hanno attaccato gli Zaghawa, un’altra tribù tra le più influenti del Darfur. Tutti i combattenti facevano parte dell’Armata di liberazione del Sudan (Als) e più precisamente della fazione principale, comandata da Minni Arku Minnawi, un Zaghawa. E allora? Neri contro altri neri. Neri nel Darfur? In Sudan nulla è semplice. Dallo scoppio del conflitto, nell’aprile 2003, quando i combattenti dell’Als insorti contro il potere centrale e la sua politica discriminatoria, condussero il loro primo attacco di rilievo, contro l’aeroporto di El Fasher, capitale del Nord Darfur, l’Onu ha contato 300 mila morti e circa 2,5 milioni di profughi. Fin lì la tragedia sembrava uno scontro fra gli «arabi» e gli «africani» del Darfur, il regime arabo-islamista di Khartoum, sede del potere centrale, e le milizie janjawid, alla lettera «cavalieri demoniaci», per terrorizzare i villaggi e cacciare i contadini dalle loro terre. Poi le cose si sono complicate. «All’inizio - spiega un funzionario dell’Onu di stanza a Nyala - il conflitto contrapponeva l’esercito governativo ai ribelli dell’Als. Ma dopo l’accordo di pace di Abuja (siglato il 5 maggio fra il governo e la principale fazione, comandata da Minni Minnawi), la ribellione si è frammentata. Al Nord, nella regione di El Fasher, la guerra divampa fra i partigiani Zaghawa di Minnawi e i combattenti Four di Abdel Wahid Al Nur, capo della fazione minoritaria dell’Als, che non ha sottoscritto gli accordi di Abuja. E gli stessi Four sono divisi fra i seguaci di Adbel Wahid e quelli del suo ex braccio destro, Abdel Charfi». È chiaro che, con la fine delle piogge, scoppierà il caos nel Darfur, provincia sudanese grande come la Francia, abitata da 7 milioni di persone. Nessuno protegge i villaggi e i profughi ammassati nei campi di raccolta. I dirigenti della fazione dominante dell’Als hanno altre priorità. Dopo la pace con Khartoum Minni Minnawi è stato promosso «consigliere speciale» del presidente Omar al-Bashir, suscitando invidie e rancori tra i vecchi amici dei tempi della rivolta. Sul terreno «è il caos», conferma un diplomatico europeo. Fra i firmatari di Abja e i dissidenti, fra i guerriglieri pentiti e gli irriducibili, si aprono nuovi fronti. Si moltiplicano attacchi e rappresaglie. I 7.000 soldati dell’Unione africana, che a fine settembre dovrebbero ritirarsi, stanno a guardare. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha votato, il 31 agosto, l’invio di caschi blu. Ma Khartoum non vuole e il dispiegamento dei soldati della pace appare sempre più improbabile. Vietato girare disarmati Di fatto, al di fuori dei grandi agglomerati, spesso tenuti dalle forze governative, la maggior parte della provincia è stata dichiarata, con il motivo della crescente insicurezza, off limits alle organizzazioni umanitarie. Dopo che i raid janjawid li hanno privati dei loro campi, centinaia di migliaia di sudanesi ora sono privati di ogni soccorso. Il governo intende inviare ingenti rinforzi militari a Nyala e, soprattutto, a El Fasher. La decisione prelude forse a nuovi massacri che, potrebbero, stavolta, essere perpetrati su più ampia scala e a porte chiuse? Le minacce alla stampa straniera e le sanzioni recentemente decise da Khartoum contro le ong possono lasciarlo credere. «Non posso più nemmeno entrare nella regione dove lavoravo fino a 6 mesi fa: attorno al villaggio di Korma, le truppe dell’Als fanno muro», testimonia Claire Allard, che è stata ad Al Fasher dal luglio 2005 al marzo 2006. Responsabile dell’aiuto alimentare per l’ong francese Acf, Action cointre la faim, è arrivata a Gereida il 1° giugno. Più o meno contemporaneamente ai nuovi profughi del Darfur Sud, in fuga dai janjawid. Gereida è un piccolo centro dimenticato di 20 mila anime che ha visto crescere a dismisura i suoi abitanti con l’arrivo dei rifugiati. In due anni è diventato il più grande campo profughi del mondo: 130 mila persone, ai limiti della sopravvivenza. Con solo 6 ong, fra cui la Croce Rossa internazionale, incaricate di provvedere ai bisogni più urgenti, cibo, acqua potabile, un minimo di medicinali. «C’è almeno un fattore di stabilità - osserva l’intrepido impiegato locale dell’Acf - quasi tutti i profughi sono Massaliti. Fossero stati di origini diverse, come al campo di Kalma, la situazione sarebbe già esplosa». Gereida è un’isola nella campagna verde e deserta, dove i civili disarmati non osano nemmeno avventurarsi. Una prigione a cielo aperto, che è il destino comune alla maggior parte delle città del Darfur. Perché l’Onu non arriva? Abugasim Jibril Ibrahim, l’uomo più ricco di Gereida, è preoccupato. «Bisogna che ci difendiamo da soli, perché nessuno ci protegge. Abbiamo bisogno di armi», ripete senza posa. Seduto su uno sgabello di corde incrociate, sotto a un albero lungo la strada, Abugasim, ha una settantina d’anni. Indossa una djellaba bianca e un turbante tradizionale, ha calzini grigi flosci e sandali di plastica. Accanto a lui una stampella. Ad aprile è stato ferito dai janjawid sulla strada di ritorno da Nyala. Prima della guerra aveva una mandria di 157 vacche, terre, negozi, magazzini e camion. «Sarei ancora ricco se avessi fatto scorte di acciaio e di macchinari», spiega. Del suo bestiame, razziato, non resta nulla. «Il Darfur è povero - prosegue - e la sua sola ricchezza è il commercio. Ma non possiamo più muoverci: le piste non sono sicure. Finché ci sono le ong ce la caviamo. Ma l’Onu dovrebbe decidersi a mandare i soldati. Lo dica, è urgente. Se i janjawid assaltano la città chi li ferma?». Nato a Gereida, anche lui commerciante, Fakhr Adeen Mussa è incaricato di raccogliere «l’imposta» versata all’Als dai mercanti della città. «Quindici milioni di lire (circa 5.200 euro), ogni mese». «Chi rifiuta di pagare viene minacciato di finire in carcere», aggiunge. Peraltro questo non garantisce la sicurezza. «Questa guerra è un brutto colpo per gli affari», sospira. Un suo fratello è stato ferito dai janjawid e il suo camion «depredato, a due riprese», dai Fellata e dai Mahedin, due tribù «arabe» della regione. Prima del conflitto Fakhr Adeen Mussa aveva una dozzina di impiegati. Gliene restano sei, e non è male. Perché chi era diventato milionario affittando a peso d’oro alloggi alle ong oggi si ritrova su lastrico, come la maggior parte dei rifugiati. Oggi, a Gereida, non ci sono più il bestiame, i campi e i commerci che davano lavoro. Il primo imprenditore è la Croce Rossa che ha arruolato oltre 200 locali, fra cui qualche donna. Sottosviluppo cronico «Devono aiutarci a costruire scuole, ospedali e strade»: Abugasim sogna a occhi aperti. Quando era ragazzo, nei primi Anni ‘50, in Sudan c’erano 23 scuole secondarie, di cui una sola in Darfur. A fine 2002 la provincia aveva solo 160 chilometri di strade asfaltate, non opera dello stato ma dalla Banca Mondiale, negli Anni ‘70», scrive Gérard Preunier nel suo libro «Le Darfour, un génocide ambigu», Le Table ronde, 2005. L’opera, che traccia la storia dell’antico sultanato, offre mille esempi dell’«assoluto sottosviluppo» nel quale i regimi succedutisi a Karthoum hanno lasciato questa provincia, già base di tutti i commerci. A Gereida, dove le case non si distinguono in nulla dalle capanne dei profughi, la miseria è immensa, ma l’ordine regna nei «quartieri», nati in base ai villaggi d’origine. Il mezzo degli aiuti umanitari fa il suo giro. Se tutto va bene, Acf distribuirà, in dieci giorni, cibo sufficiente per un mese. La clinica della Croce Rossa, aperta nel 2004, assiste da 500 a 600 pazienti al giorno, relativamente pochi rispetto ai 700 dei mesi «caldi», aprile e maggio. Le donne, con i loro bambini, sono più numerose. Le patologie respiratorie sono il problema più comune. E gli stupri. Le donne vanno a cercar legna da ardere in campagna e sono assalite. Gli uomini non ci vanno. «Una donna rischia l’aggressione, ma un uomo rischia la morte», dice Hanane Alì, sorella dello «sceicco» del quartiere Dito, ripetendo quello che tutte le donne del campo hanno imparato a dire agli stranieri.

15 settembre 2006

Crollo delle Twin Towers - La parola di un esperto

Leggendo i commenti di una notizia su Fisicamente, ho letto l'intervento di un ingegnere strutturista che fa delle osservazioni sulla dinamica del crollo delle Torri Gemelle. E con tutte le chiacchiere da bar-11-settembre che si sentono in giro, ritengo utile riproporre i suoi due interventi, che si distinguono per pacatezza e mancanza di faziosità:

Sono un ingegnere strutturista. Con questo ovviamente non ho la verità in tasca ma non trovo convincente, limitandomi a commentare il crollo, la teoria delle esplosioni controllate. Le lesioni dei pilastri dopo l'impatto hanno tuttavia lasciato integro quanto c'era sopra. Quando, causa l'incendio, i rimanenti pilastri del piano lesionato hanno ceduto tutta la "punta" è venuta giù e i vari solai hanno ceduto a cascata. Tenete presente che solai per uffici reggono più o meno 600 chili al metro quadrato e collassano (sempre indicativamente) per un carico circa tre volte superiore; figuaratevi se ci arriva sopra qualcosa come il peso di una decina (o più) di piani di un grattacielo, peso amplificato a dismisura dal carattere impulsivo dell'impatto. Si saranno innescati poi ulteriori meccanismo di collasso; per esempio le colonne, non più trattenute lateralmente dai solai saranno andate soggette a instabilità per carico di punta. Per una disamina migliore bisognerebbe conoscere nel dettaglio la struttura portante, naturalmente, e produrre complicate simulazione con programmi agli elementi finiti. Io mi limito a parlare sulla base di quella che è la mia esperienza, per quello che vale.Tra l'altro nel crollo, la "punta" non è inizialmente venuta giù per moto rettilineo dall'alto verso il basso ma nei primi momenti ha ruotato, schiacciando sulla parte lesionata come ci si doveva aspettare; in alcune immagini, fatte vedere in questi giorni, si vede abbastanza bene come l'asse del grattacielo disegnasse una linea spezzata nel momento di incipiente collasso. Gli sbuffi che si vedono fuori uscire dalle finestre durante il crollo li posso spiegare come aria che viene compressa da quanto sta crollando, come l'aria che in un cilindro è compressa da un pistone.

Insomma applicando il rasoio di Okkam cosa è più semplice? Che il crollo sia avvenuto causa l'impatto di un aereo gigantesco o perchè avevano in precedneza minato le colonne portanti?

Un po' strano mi appare invece il crollo del terzo edificio.

Dove si possono nutrire perplessità è sull'abilita di neofiti a pilotare con tanta precisione aerei di tal fatta; ho però visto intervistare piloti (non ricordo su che rete, pochi gioni fa comunque) che spiegavano come la cosa non fosse così impossibile. Ma qui non so che dire non avendo esperienza di pilotaggio di aerei...

Ciao
Marco (dal Trentino)

e ancora:

A completamento del mio predente intervento va sottolineato che NON è la temperatura di fusione dell'acciao il parametro da considerare per la crisi di una struttura. Una trave in acciaio (per esempio il classico Fe36 delle costruzioni civili) a 700°C di temperatura "collassa" con un carico pari a circa il 25% di quello a temperatura ambiente! La crisi della struttura può avvenire anche molto prima dei 700 gradi se il carico applicato è superiore a quello critico per una data temperatura. Non dobbiamo pensare che una struttura vada in pezzi solo se le sue travi sono fuse.Inoltre la dilatazione del ferro è più o meno impedita dalle giunzioni con gli altri elementi e questo può innescare classici fenomeni di instabilità (carico di punta, imbozzamento, svergolamento delle sezioni, effetto "P-Delta"... scusate i tecnicismi) per cui una struttura portante (trave o pilastro) può cedere sotto carichi sorprendemente bassi rispetto a quelli teorici per cui era stato pensato.

Per quanto attiene il peso che "non aumenta per magia" bisogna fare attenzione; l'urto (sto pensando alla "punta" della torre che si schianta sui piani inferiori) è un fenomeno di tipo impulsivo per cui una forza (il peso, in questo caso) ha la capacità di aumentare a dismisura il suo effetto. Gli effetti dinamici (prodotti da cose che si muovono) possono essere devastanti; per fare un esempio che non c'entra niente col fatto ma rende l'idea, nei ponti il peso di un camion va amplificato del 40% per il solo fatto che si muove e non sta fermo! Secondo voi un vento di 65 km orari può sbriciolare un ponte in acciaio e calcestruzzo? Ebbene è successo (Ponte di Tacoma, 1940) per effetti "secondari" (si fa per dire, viste le conseguenze...), ora ben conosciuti.

Tenete ancora presente che i singoli piani (solai) sono carta velina per delle strutture (la "punta" delle Torri Gemelle) che gli piombano dall'alto in quel modo; niente di strano che cedano di schianto. Sarebbe incredibile il caso contrario. Eppure questa "carta velina" ha l'effetto importante di legare a sè i pilastri. Venendo a mancare tale abbraccio i pilastri si trovano improvvisamente "nudi" e possono collassare con carichi molto molto bassi (carico di punta).

Ci sono ottime ragioni, senza avere visto gli atti dell'inchiesta, per pensare che il crollo delle Torri Gemelle sia avvenuto proprio secondo la spiegazione ufficiale. E' la cosa migliore che abbiamo, a mio parere. Eventuali complotti dovrebbero essere meglio provati, ben oltre qualche fotogramma preso qui e là ed ampiamente insufficienti per demolire la spiegazione del crollo come conseguenza dell'impatto degli aerei. E' una situazione che mi ricorda quella della presunta cospirazione per cui la NASA non sarebbe mai andata sulla Luna, tesi che nessun astronomo condivide.

Questo non toglie altre stranezze alla vicenda, sottolineate in vari interventi (l'abilità dei piloti principianti, la CIA o FBI che non legge -diciamo così- le informative, la vendita del ferro, gli imbarazzanti -aggiungo io- rapporti d'affari tra i Bush e la famiglia di Bin Laden ecc.). Eppoi Bush jr mi appare troppo idiota per architettare piani così diabolici; d'accordo direte voi è un fantoccio manovrato da altri.

Insomma, almeno per quanta riguarda il fatto tecnico del crollo delle Torri Gemelle, non riesco a vedere verità alternative a quelle ufficiali. Ovviamente se un giorno ci saranno prove stringenti (purché lo siano davvero) del contrario mi ricrederò.

Marco (dal Trentino)

Come nota, aggiungo che nessuno, cioè nè il moderatore (che è un fisico) nè qualcun altro si è preso la briga di rispondere alle sue osservazioni.

13 settembre 2006

Alcune spiegazioni

Scrivo in risposta a un post di Feanor.

Innanzitutto ti ringrazio per l'articolata risposta, non pretendevo tanto. Ti assicuro che non mi ero risentito per quello che avevi scritto, semplicemente non ero sicuro di aver capito ciò che intendevi dire.

Credo che vedere un blog non sia sufficiente a giudicare una persona, per un semplice fatto: manca la conoscenza di quelle che sono vicende personali che mai hanno trovato posto tra i post. Se leggi l'URL del blog, o il suo titolo, ti accorgerai che manca qualcuno all'appello. Nel proposito iniziale, infatti, anche la mia ragazza (la mia Luthien) avrebbe dovuto contribuire, e nella mia idea originale sarebbe dovuto essere uno spazio da coltivare in comune. Se poi pensi che abbiamo letto TUTTO il Silmarillion insieme, puoi ben capire il perché della scelta dei nick. In seguito lei si è tirata indietro perché non aveva voglia di scrivere in rete, e così mi ha lasciato solo in questa "attività".

Dire che la mia visione è permeata da un filo-americanismo e da una non celata simpatia per Israele non è del tutto corretto nella sua prima parte: semplicemente non ho un'antipatia a priori verso gli USA; e nell'ultimo anno, a partire dalla bufala di Rainews24 sul fosforo bianco a Falluja, ho potuto invece constatare come esista un'informazione il cui interesse sia solo il far propaganda, cercando di propinare all'uomo medio (che tendenzialmente accetta queste notizie senza verificarle) cose che non stanno nè in cielo nè in terra, per quanto sono inverosimili, se esaminate con un occhio critico.
Ne sono una dimostrazione anche i recenti avvenimenti in Libano. Non hai idea delle bufale che ci hanno propinato riguardo i "crimini" di Israele durante questa guerra. Alcuni blogger le hanno sistematicamente messe in evidenza, se vuoi ti posso indicare un sacco di link. Alla luce di questo, non può che essermi più simpatico Israele, la cui posizione estremamente delicata non potrà mai essere realmente compresa da un occidentale come me o come te, col sedere su una comoda poltrona e senza avere qualcuno che ci odia profondamente a poche decine di chilometri di distanza.

E dalle mistificazioni arrivo al mio link al sito di Galileo 2001. Perché è evidente l'assonanza tra le bufale basate su notizie smentibili da qualunque tecnico esperto (di fosforo bianco o di Photoshop che sia), e gli allarmismi di tipo ambientalista (guardacaso sostenuti dalla stessa parte politica che si bea della malvagità degli amerikani).
Riguardo Odifreddi, ti do ragione, nel senso che, pur avendone parlato in un mio post, non mi sta troppo simpatico per la sua eccessiva supponenza. Ma d'altro canto lui non mi risulta faccia parte di Galileo 2001.

Sai, il titolo del tuo post (ma sicuramente ne sei conscio) contiene un ossimoro: la scienza non è oscurantista per definizione. Essa si pone semplicemente l'obiettivo di spiegare frammenti di realtà per quanto concesso alle capacità umane, e non può andare oltre. Uno scienziato onesto lo sa. Oscurantista è chi, arrogandosi una posizione di predominanza culturale, morale, o pseudoscientifica, vuole imporre un sapere non avallabile tramite la scienza.

12 settembre 2006

11 settembre e Matrix

Non sarebbe stato male riprendere a postare con qualche riflessione su ciò che accadde 5 anni e un giorno fa, ma non è stato possibile.
Ero comunque certo di una cosa: alla termine del mancato post avrei raccomandato a chi leggeva, per rispetto verso le migliaia di persone che persero la vita quel giorno, di dare un'occhiata alle inchieste di Paolo Attivissimo e di Aribandus sull'11 settembre, volte a smentire le tesi cospirazioniste che attribuiscono a membri del Governo degli USA la responsabilità di quelle morti.
Mi sembra doveroso, perché tali tesi si sono diffuse grazie ad alcuni siti e, recentemente, a filmati che cercherebbero di dimostrare che la tesi ufficiale mira a nascondere la verità, ovvero che tutto ciò che accadde quel giorno farebbe parte di una ben precisa strategia.
E dunque, parlare e diffondere la conoscenza di questi siti mi sembra essenziale per impedire che persone anche ben intenzionate, ma magari ingenue, si facciano prendere in giro da certa gente. Perché in realtà nessuno ha il tempo di andare a verificare ciò che trova scritto, per cui si tende a dare per buono ciò che si legge, e ci si convince che le cose stiano proprio così.

Ieri, in seconda serata, c'era una puntata di Matrix in cui si riparlava di queste tesi cospirazioniste, con Giulietto Chiesa e Maurizio Blondet da una parte e Jas Gawronski e Alessio Vinci dall'altra. Non entro nel merito delle argomentazioni esposte, ma mi limito a fare alcune osservazioni sui due ospiti "complottisti". Il modo in cui hanno condotto il dibattito e risposto alle domande che gli si faceva per motivare le proprie posizioni mi è sembrato chiaramente esemplificativo dell'atteggiamento comune tra chi crede in queste tesi alternative.
La parola magica è proprio questa: "alternativo". Le persone (Chiesa e Blondet) che vedevo in trasmissione mi sembravano pronte a tutto pur di contraddire la posizione ufficiale del governo USA sui fatti di quel giorno. Fregandosene della coerenza delle proprie! Perché ci si aspetterebbe che chi decide che una versione non gli piace ne debba avere a disposizione una ALMENO altrettanto convincente e completa. Ma non è così.
Si sono toccati momenti di pura assurdità logica: secondo Chiesa nessun aereo ha colpito il Pentagono, e quando gli hanno chiesto di spiegare che fine dovesse aver fatto il velivolo con le 67 persone che aveva bordo, ha avuto il coraggio di dire: "non lo so, devono spiegarmelo loro"!!!
Capito? Quindi: io mi faccio la teoria alternativa, e voi mi tappate i buchi. Più comodo di così... (sul sito di Matrix, potete trovare il passaggio nella Parte 4 al minuto 10'50").
Altra perla che prova ciò che scrivevo riguardo l'esigenza di negare sempre e comunque la versione ufficiale: parlando del volo precipitato in Pennsylvania, Chiesa mette in dubbio che il segno lasciato sul terreno "corrisponda a un aereo di quelle dimensioni" (ma che ne sa lui di che segno lascia un aereo? lasciano tutti lo stesso segno? non dipenderà da carico, inclinazione, velocità, terreno...?), arrivando a dire che non è caduto lì, ma da un'altra parte.
Mentana: "Perché?"
Chiesa: "Non lo so."
Provare per credere: Parte 5, 6'00".

17 luglio 2006

Sulla guerra israelo-libanese

L'ottimo Wellington ci parla della situazione attuale con la solita lucidità, vale davvero la pena di leggere il post, e di prestare attenzione anche all'update.


Di guerra, pace, razzi e terrorismo.

A coloro i quali non avessero ancora capito quanto è seria la recente escalation militare tra Israele e (si fa per dire) Libano sarà il caso di far notare che i razzi degli Hezbollah sparati da oltre confine già Giovedì hanno colpito Haifa.

Haifa non è una cittadina di confine o un piccolo Kibbutz, è una grande e importante città nonchè il secondo maggior porto commerciale di Israele, sede tra l'altro di una raffineria e di importanti (nonchè pericolose se bombardate) industrie chimiche. Nell'area di Haifa vivono complessivamente circa due milioni di persone.

continua a leggere

13 luglio 2006

Nuovi link (5)

Credo che tra un po' dovrò dare un ordine ai link che ho messo; intanto ne aggiungo altri due:
  1. il blog di un amico, alias Mikelee. Essenzialmente un diario in rete, con spunti di riflessione sempre interessanti.
  2. il sito di Galileo 2001, associazione per la libertà e la dignità della scienza, che raccoglie importanti firme quali quelle di Nicola Cabibbo e Tullio Regge, e che promuove campagne di informazione e dibattito contro gli allarmismi e le posizioni antiscientifiche presenti nella società. Per maggiori informazioni, consiglio di leggere il manifesto.

12 luglio 2006

...e ora ridateci la Gioconda

Diciamolo: la finale non è stata una bella partita. Abbiamo sofferto molto più di quanto non si sarebbe potuto immaginare, speravo che la Nazionale avrebbe fatto ciò che aveva fatto con la Germania, ma non è stato così. Gli azzurri sono stati bravissimi a reagire allo chock del rigore dato nei primi minuti, e nel primo tempo siamo stati molto pericolosi, ma nel secondo tempo, quando ci si attendeva che venisse fuori la nostra presunta maggiore freschezza atletica, ci hanno messo molto in difficoltà. Henry ha fatto in area nostra ciò che ha voluto, e a mio parere Cannavaro non ha disputato la sua migliore partita, si vedeva che era molto stanco già da metà del secondo tempo. Questo tuttavia non toglie nulla a una vittoria comunque meritata, che ha premiato un gruppo unico nella sua omogeneità e capace di sopperire alle mancanze dei singoli in maniera straordinaria con una voglia e una determinazione che hanno permesso di superare tutti gli ostacoli che si sono frapposti lungo il cammino.

Vorrei però sottolineare un altro aspetto. Chi, come me, nell'82 era piccolo o non ancora nato, è cresciuto in una specie di complesso per non aver assistito all'urlo di Tardelli, o alla mitica semifinale di Messico '70 contro la Germania, ed è vissuto nell'attesa di qualcosa che sembrava non arrivare mai. Ebbene, questi Mondiali hanno restituito la Nazionale alla mia generazione. Meglio, la mia generazione se ne è riappropriata, ora abbiamo anche noi la nostra semifinale Italia-Germania, abbiamo anche noi il nostro urlo liberatorio (quello di Grosso), abbiamo anche noi il nostro "Campioni del mondo". Ora la nazionale campione del mondo appartiene anche a noi, con i suoi Cannavaro, Buffon, Zambrotta, Pirlo, Gattuso, e uno Spirito di Gruppo unico. E questo senza dubbio riavvicina molti al calcio, specie dopo la bufera di questi mesi, che però, sottolineo, appartiene più alla sfera dirigenziale che a quella del gioco in sè.


Un solo appunto, della festa al Circo Massimo non mi è piaciuta molto una cosa, cioè quando Toni, che pure è un giocatore molto corretto, ha fatto cantare tutti in coro "E chi non salta è un francese" sulle note di "Bella ciao". Non mi è sembrato molto rispettoso nei confronti degli sconfitti...ok, erano i francesi, però...

Comunque, in quel momento...ho saltato anch'io...pochino...

07 luglio 2006

Il vero motivo per cui l'Italia ha vinto

Ok, sono in ritardo, ma in questi giorni non ho proprio avuto tempo di postare. In ogni caso, credo che quasi tutti abbiano visto la semifinale con la Germania e abbiano vissuto le intense emozioni che ha dato, nonostante la partita sia stata senza goal quasi fino alla fine. Credo davvero di avere assistito a un pezzo di storia calcistica della nazionale italiana, e ne sono orgoglioso.
Ciò che non tutti sanno, invece, è il motivo per cui abbiamo vinto; ma quali Cannavaro, Buffon e Pirlo, la ragione è che Luthien, pochi minuti prima del goal di Grosso, ha messo sul televisore il troll che vedete nella foto, dalla parte della porta della Germania!!! Ovviamente durante la finale sceglieremo il momento adatto per far entrare in azione il troll, anche se sono sicuro che stavolta riusciremo a battere sonoramente i francesi. Forza Italia, Forza Azzurri!!! :)

PS: aggiungo alcune foto e immagini simpatiche arrivatemi dopo la nostra vittoria.


04 luglio 2006

Darfur e dintorni

Segnalo due post: il primo è un'intervista su Passi nel deserto a Donata Lodi, Direttore delle relazioni esterne dell'UNICEF Italia, il secondo è di SaveTheRabbit, sui pericoli per la popolazione del Chad.

30 giugno 2006

Alaa è stato liberato!

La notizia mi era sfuggita, anche perché in quei giorni ero fuori, ma grazie a una mail di Humar Rights First ho scoperto che Alaa, il blogger egiziano imprigionato il 7 maggio durante una manifestazione, è stato liberato il 20 giugno. In questo articolo su Punto Informatico si parla della notizia e si cita, in chiusura, anche l'azione di Googlebombing fatta da noi blogger e la campagna di HRF, che avevo subito segnalato in questo post.
Che dire, complimenti a tutti gli amici blogger che hanno partecipato, e forza Alaa!

29 giugno 2006

Giochi dell'antiguerra

Leggete un po' qui:

Presentati alla conferenza Games of Change dei videogame coinvolgenti che rendono i giocatori consapevoli dei problemi mondiali


NEW YORK, 29 giu - Ma quali modelli diseducativi e istigatori di violenza! I videogame possono aiutare a salvare il mondo e far crescere nei giovani giocatori la consapevolezza delle ingiustizie e drammatiche condizioni di vita di molti popoli. Lo dimostra la conferenza Games of Change alla New School University di New York che, giunta alla sua terza edizione con un numero di partecipanti sestuplicato rispetto alla prima del 2004, ha visto la presentazione di alcuni game "consapevoli", tra i quali spiccano Darfur is Dying e PeaceMaker.
Gli appassionati non abbiano paura, non si tratta di intrattenimenti barbosi, ma di giochi (che si possono scaricare gratuitamente dalla rete) che usano come sfondo e contesto aree problematiche del Pianeta. C'è eccome una componente violenta, ma è perpetrata dai personaggi reali dei Paesi in guerra, come il Sudan in Darfur is Dying, e non dalle persone che stanno davanti allo schermo. L'obiettivo di queste ultime è di evitare di essere uccisi o, in Peacemaker, di interpretare il ruolo del primo ministro israeliano o del presidente palestinese, per cercare di portare la pace in Medio Oriente risolvendo il conflitto con l'uso di discussioni diplomatiche invece che rispondendo con attacchi militari.
«È la nuova generazione dell'attivismo», ha detto Stephen Friedman, general manager di mtvU, un canale televisivo posseduto da Mtv, i cui programmi sono molto seguiti dai più giovani. Lo dimostrano i dati di download dei giochi consapevoli: Darfur is Dying è stato scaricato più di 750.000 volte negli ultimi due mesi; Food Force, creato dal World Food Program delle Nazioni Unite, è stato prelevato da internet da più di due milioni di utenti. (Libero News)

E visto che ci sono, ricordo che, compilando questo modulo, è possibile esortare i maggiori media italiani a dare più spazio a notizie sul Darfur.

28 giugno 2006

L'informazione italiana sul Darfur

Mi sono accorto che non avevo ancora parlato del banner di ItalianBlogs4Darfur che ho aggiunto un po' di tempo fa. Tra le altre cose, è possibile riempire un modulo per inviare ai maggiori media italiani la richiesta di occuparsi di più di questa tragedia. Solo pochi secondi per fare qualcosa di utile.
Prendo un post significativo riguardo l'informazione che si fa in Italia sulla tragedia del Darfur.

Nel gennaio 2006 Medici senza Frontiere ha presentato il secondo rapporto dell'Osservatorio Crisi Dimenticate: un'iniziativa in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia, che ha effettuato un'analisi qualitativa e quantitativa dello spazio che le principali edizioni (pranzo / sera) dei TG nazionali di RAI, Mediaset e La7 hanno dedicato alle emergenze umanitarie nel corso del 2005.
Dal loro sito si può leggere:

"Entrando poi nel dettaglio delle dieci crisi umanitarie più ignorate, anche nei nostri TG queste hanno trovato poco spazio:
1 ora e 37 minuti al fenomeno AIDS in generale (di cui 1 solo minuto dedicato alla lotta all'AIDS in Africa);
1 ora e 24 minuti dedicati alla Somalia (di cui 2 soli minuti sono stati dedicati agli scontri e alle tensioni che affliggono la popolazione civile);
48 minuti dedicati alla crisi in Cecenia;
28 minuti alla situazione in Colombia;
21 minuti ad Haiti, ma solamente al sequestro lampo di una donna di origine italiana;
8 minuti alla guerra in Congo;
7 minuti alla situazione in Sud Sudan;
4 minuti alla guerra in Uganda;
0 minuti ai conflitti interreligiosi in India nord-orientale;
0 minuti alla situazione in Costa d'Avorio.

Pochissimo spazio è stato inoltre dedicato ad altre gravi crisi umanitarie:poco più di un'ora alla tragedia del Darfur, dove due milioni di sfollati continuano a vivere in una condizione di estrema precarietà, sottoposte a violenze e tensioni permanenti.sei minuti all'epidemia di malaria, che ogni anno provoca oltre un milione di morti;due minuti alla situazione in Angola e a quella in Zimbabwe. "

E' molto istruttivo ascoltare l'intervista di don Paolo, autore del blog "Passi nel deserto", fatta a Emiliano Bos, redattore dell'agenzia MISNA.
Sempre da ItalianBlogs4Darfur, a proposito dell'intervista si legge:

Le parole di Emiliano Bos catturano da subito l'attenzione, mettendo in luce il punto di vista di un'agenzia di stampa che da sempre dà voce a quanti vengono invece dimenticati dai media tradizionali. Oltre a fornire un quadro generale della complessa situazione del Darfur, Emiliano ci svela il motivo di quello che definisce il silenzio vergognoso di una certa parte dei mass media, soprattutto italiani, su una tragedia dai numeri terrificanti. Non mancano neanche gli spunti polemici sull' intreccio tra informazione e cooperazione in Italia: "curiosamente quando sono usciti di scena alcuni [...] soggetti ammalati di protagonismo del mondo della cooperazione [...] alcuni riflettori si sono spenti". Emiliano Bos, romano, ha realizzato reportage dai Balcani, dall’Africa, dal Medio Oriente e dal Brasile, pubblicati su testate italiane e straniere. Attualmente si occupa soprattutto di questioni africane, di conflitti dimenticati e di informazione per l’agenzia di stampa on-line MISNA. Ha inoltre collaborato con la Cattedra di Storia del giornalismo dell’Università Cattolica di Milano.

26 giugno 2006

Consigli per la vita (di alcuni micini)

Facciamo un esempio rigorosamente astratto. Se andando a trovare vostro nonno in una clinica vi dovesse per caso capitare di trovare in una aiuola nel parcheggio, così per fare un esempio, tre gattini di forse un paio di giorni con gli occhi ancora chiusi che miagolano, ho qualche consiglio per voi.
Innanzitutto, prima di toccarli pensateci bene, perché la madre, se torna, difficilmente li riprenderà, sentendo su di loro un odore diverso. Se pensate o sapete che la madre non tornerà (può capitare per varie ragioni), o semplicemente vi fanno pena, potete cercare di dare loro un po' di latte (esiste quello specifico per cuccioli, o se no anche del latte scremato) con una siringa. Vi accorgerete se lo state dando bene perché vedrete che lo stantuffo si accorcia quasi da solo, dal momento che succhiano. Lo so, quando succede è stupendo, quasi si capisce cosa prova una madre che allatta il suo bimbo (o cucciolo)...
Dopo dovete massaggiargli il pancino nelle vicinanze della vescica usando un fazzoletto, in modo da stimolargli i bisognini (la madre a questo scopo li lecca).
Se siete arrivati a questo punto siete praticamente fregati, ma avete comunque due opzioni: prenderli se vi è possibile, o lasciarli una notte sperando che la madre torni a prenderli nonostante tutto, e tenerli comunque in caso contrario.
Sappiate in ogni caso che se scegliete la seconda possibilità può succedere che il giorno dopo scopriate che uno è scomparso, e che gli altri due, strisciando (perché ancora non si reggono sulle zampine), abbiano raggiunto l'asfalto, e che qualche automobilista distratto abbia fatto il resto...
A questo punto potete tranquillamente disperarvi e darvi del coglione per non averli per esempio messi più lontani dal bordo dell'aiuola, o per non averli presi subito tutti e tre.
Rimane il fatto che questa è una giornata di merda.

23 giugno 2006

Tinghing en' ritinghing

...ovvero: di pasticciotti, tagliatelle, ma soprattutto maccheroni.

Finalmente torno a postare dopo una lunga assenza dal blog, dovuta a due impegni consecutivi che mi hanno tenuto molto occupato e lontano da casa. E' stata una parentesi molto stancante, fatta di una settimana di lezioni, che ho seguito con grande interesse, e tre giorni di meeting con annessa una mia presentazione della quale ho avuto conferma solo due giorni prima, intervallati da viaggi in treno e conditi di notti con quattro ore di sonno. Devo dire che sono contento di questo ritorno, alla fine mi mancava la vita di tutti i giorni, così come la cucina di casa.
Posso però raccontare di aver assistito dal vivo a una chicca, anzi, a una Zichicca! Mercoledì era compreso infatti, nel corso del meeting, un talk di Zichichi, ma siccome si trattava delle stesse cose di cui aveva parlato a dicembre durante un convegno a Erice, non l'ho molto seguito, preferendo la lettura sul mio portatile di alcuni post degli ottimi Herakleitos e Barbara, seguiti dalla visione dell'inizio di Portogallo-Messico (santo wireless!). La mia attenzione si è un po' risvegliata al momento delle domande, ed è stato durante la risposta a una di esse che ho sentito questa perla di puro inglese maccheronico. Per fortuna sono riuscito a soffocare l'accesso di riso inconsulto che mi stava venendo; è stato davvero stupendo!!!! :)

09 giugno 2006

Nuovi link (4)

Aggiungo tra i link altri due blog:

  1. ilblogdibarbara, aggiornato molto spesso con post molto interessanti su vicende personali e storiche, con particolare riferimento a Israele e agli ebrei in generale. Una sola raccomandazione, non contradditela troppo, sennò è capace di mandarvi a quel paese... ;)
  2. SaveTheRabbit.net, ottimo in fatto di questioni internazionali, una visione seria e completa sugli avvenimenti e su TUTTE le guerre (non solo su quelle che vanno di moda) che avvengono nel mondo.

08 giugno 2006

Anche HRF si accorge di Egypt

Tra molti blogger la vicenda di Alaa Seif al-Islam, blogger egiziano in prigione, era nota da settimane. Ora anche Human Rights First ha avviato una campagna in suo favore, per cui chiunque voglia agire vada su questa pagina e clicchi su "Take Action".

07 giugno 2006

Ultime dal Darfur

Ho ricevuto questa mail da HRF sulla situazione in Darfur, la riporto così come mi è arrivata (ovvero senza tradurla):

This week marks one month since the Darfur Peace Agreement was signed - and sadly the rape and murder in Darfur continue and the violence is now spilling over into neighboring Chad.

Our colleague, Dr. Mudawi Ibrahim Adam, the Chair of a Sudanese human rights group, visited Darfur last week. He called us from a satellite phone. At one point during the call he asked us: "Can you hear the bullets?" The Janjaweed were just 1.5 kilometers away from the village Dr. Mudawi was visiting.

Dr. Mudawi managed to return safely to Khartoum, but he reports of growing chaos in Darfur, and worries that the world has moved on - even though just one month ago Darfur was the subject of rallies, news stories and celebrity attention.

Last week, we sent a letter to Secretary-General Annan, urging him to immediately appoint a UN Special Envoy for Peace in Darfur - someone who can lead an effort to secure peace - making Darfur a daily priority until the violence stops and peace takes root.

We aren't asking you to take any action today, but we wanted to keep you posted on our efforts. You can read more about our call for a UN peace envoy in an article I wrote in yesterday's Miami Herald.

02 giugno 2006

Il vostro grosso grasso raccontapalle

Che il personaggio Michael Moore sia poco limpido mi era già chiaro, ed emigrante ne rende noto un esempio interessante.

28 maggio 2006

Pausa di riflessione

In questi giorni ho disertato abbastanza il blog, sia perché ho una presentazione da preparare per la settimana prossima, e più in là spiegherò perché la cosa mi preoccupi tanto, sia soprattutto perché non mi sono ancora ripreso, e avevo poca voglia. Non so, vedrò di trovare il tempo per aggiungere qualcosa prossimamente.

Nel frattempo, aggiungo il link al blog di un'amica.

24 maggio 2006

C'era una volta un gatto

Non pensavo che avrei sofferto tanto. Certo, ci ero molto affezionato, ma davvero non pensavo...

L'ho trovato ieri, era lì, quasi di fronte al portone; finalmente il posto in cui si trovava non era occupato da una macchina parcheggiata che lo coprisse. Era stata da subito la prima possibilità venutami in mente, quando domenica mattina mi sono accorto che non era tornato, ma il non averlo visto giù sul marciapiede mi aveva fatto sperare che si fosse nascosto su uno dei tanti balconi di attici vicini su cui riusciva ad arrivare, con la sua agilità.
Per due giorni ho sperato che, magari perché non stava bene, si fosse nascosto, o che magari lo avesse preso qualcun altro per tenerlo un po' con sè. Era così bello, e così socievole.
E' bruttissimo immaginare la dinamica con cui possa essere accaduto, forse banalmente una zampa in fallo, e poi il volo di otto piani, il pelo sporco, le mosche, la bocca semiaperta. Spero che non abbia sofferto. Lo spero tanto.

Mi mancherai, cucciolo.
Mi mancherà quella macchia scura acciambellata sul mio letto, le volte in cui mi hai svegliato la mattina presto per venire a dormire da me sul letto, i peli che mi lasciavi sui pantaloni, le tue fusa, quando venivi a sederti proprio sul libro su cui stavo studiando, quando mi azzannavi il braccio, quando rompevi le scatole per entrare e uscire dalla stessa porta non appena la si chiudeva, quando ti trovavo dietro la porta tornando a casa, quando ci portavi orgoglioso in casa i tuoi trofei di caccia.

Ti ho seppellito ieri, nel terreno della villetta al mare, a una cinquantina di metri da dove ti trovai sedici anni fa, quando io ero un bambino, e tu una palla di pelo setoso che si aggirava per il mondo alla ricerca di qualcuno che si prendesse cura di te.

Puma (maggio 1990 - 21 maggio 2006)

23 maggio 2006

Il Corriere ci arriva oggi

Sulla pagina web del Corriere si dice la stessa cosa che avevo già detto in un precedente post qualche giorno fa, riguado la canzone di Elio e le Storie Tese sui favori alla Juve. Ci sono anche i link al file audio, al filmato (più piccolo di quello che avevo segnalato io) e al testo.

14 anni!

"Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana".
(J. F. Kennedy; citazione che Giovanni Falcone amava spesso riferire)

20 maggio 2006

Googlebombing for Egypt

Sotto il ponte di Egypt
c'è un omin che fa la Egypt
la fa Egypt Egypt Egypt
il dottore la Egyptura
la Egyptura trentatre
uno, due e Egypt.

Ciccio Egypt cannoniere
con 3 Egypt nel sedere,
con tre Egypt nella pancia,
Ciccio Egypt va in Francia.
In Francia c'è la Egypt,
Ciccio Egypt cade per Egypt;
per Egypt c'è un pugnale,
Ciccio Egypt va all'ospedale;
all'Egypt c'è la morosa,
Ciccio Egypt si sposa.

No, non sono diventato scemo, leggete qui per sapere di che si tratta e per sostenere la libertà di opinione in Egitto.
Significato di googlebombing su Wikipedia.

19 maggio 2006

Questa è mondiale

Alla fine non ho resistito, non posso non segnalare ciò che ha detto Paolo Cento, neo sottosegretario all'Economia.

"La nostra scommessa è di dare un contributo all'economia pubblica in maniera diversa, [come] la decrescita per esempio. Cominciamo a ragionare senza tabù che la crescita economica non è di per sé un bene".

Qui l'intero articolo, dal Corriere della Sera.

L'IRS ha la mano pesante con Greenpeace

In un precedente post spiegavo la struttura economica di Greenpeace USA, consiglio di leggerlo per capire meglio di cosa si parla in questa notizia presa dal sito del PIW (Public Interest Watch):

Dopo un'intensa verifica contabile, l'Internal Revenue Service ha trovato nove mancanze nella gestione e nelle pratiche di Greenpeace USA e ha avvisato che "l'insuccesso nell'assicurare l'adeguatezza dei fondi concessi e donati potrebbe pregiudicare lo stato di esenzione di Greenpeace Fund". Infatti ai due bracci di Greenpeace USA, il suo 501 c3 Greenpeace Fund e la sua ala di pressione 501 c4 Greenpeace Inc., è stato detto di cambiare le loro pratiche "a causa della natura illegale" delle loro attività.
Nel 2003, Public Interest Watch si lamentò presso l'IRS riguardo l'uso di contributi deducibili da parte di Greenpeace per "azioni dirette" e altre attività illegali. PIW contestò anche a Greenpeace Usa di veicolare il denaro esentasse a Greenpeace International. L' IRS sta forzando Greenpeace a cambiare queste pratiche, giustificando l'esame critico di PIW dell'organizzazione.
I link sotto contengono le lettere intere di IRS a Greenpeace Fund e Greenpeace Inc.

Lettera di IRS a Greenpeace Fund (501 c3)

Lettera di IRS a Greenpeace Inc. (501 c4)

18 maggio 2006

Loro l'avevano detto

Visto tutto quello che sta succedendo nel mondo del calcio in questi giorni (e chissà per quanto tempo ancora) non ho resistito alla tentazione di far sentire (accendere le casse, prego) una canzone di EelST contenuta nell'album Peerla del 1998, ma che è attualissima ancora e soprattutto oggi, intitolata "Ti Amo Campionato". La eseguirono anche a Mai Dire Gol, è possibile vedere qui il filmato, vivamente consigliato, e visibile anche da chi usa Firefox.
Visto che ci sono, faccio anche un piccolo commento sulla canzone: premetto che non è un buon esempio delle capacità compositivo-esecutive del simpatico complessino, in quanto essa è esclusivamente funzionale al testo; si basa su una loro canzone, Ti Amo, che ha conosciuto diverse versioni, tra cui quella che portarono al concerto del 1° maggio 1991 e che fu censurata dalla RAI per il contenuto di denuncia. Il sound richiama spudoratamente quello di Robert Miles, che molti ricorderanno per alcune canzoni dance di successo che si caratterizzavano per gli assoli di tastiera.
Il titolo è un ottimo esempio della capacità del gruppo di giocare con le parole e con i doppi sensi. Se infatti il testo è una critica ai favori fatti alla Juventus nel campionato '97/'98, da cui il titolo ironico, d'altro canto si può intendere il sostantivo e complemento oggetto "Campionato" come un aggettivo, dicendo così che si tratta della canzone "Ti Amo"...campionata, ovvero con i suoni campionati molto utilizzati da quel tipo di musica dance.
Per ora mi fermo qui, parlerò di EelST in qualche altra occasione.

Liberazione Posten

Forse sapete della vignetta pubblicata su "Liberazione" il 12 maggio scorso, e delle polemiche (troppo poche, per la verità) che ha provocato. Barbara ha raccolto una serie di commenti a mio avviso condivisibili, consiglio di leggere.

17 maggio 2006

E ora cosa diranno i complottisti?

E' notizia recente che il Pentagono ha reso pubblico il filmato dell'attacco dell'11 settembre che aveva dato adito ai complottisti, proprio per la mancanza di filmati, di ipotizzare che in realtà si trattasse di un missile o di qualcos'altro. In realtà i frame singoli giravano già in rete da un po', tuttavia c'è qualche elemento in più. Ne parla il Corriere della Sera, dove è possibile vedere il filmato, mentre Aribandus fa qualche commento ed evidenzia gli elementi visibili dell'aereo in una animazione.

Siii sende?

Sarei molto grato se chi passa da questo blog mi segnalasse cortesemente se si sente la canzone che ho messo in sottofondo. Grazie.

15 maggio 2006

Jennifer, considerazioni postume

Più volte nei giorni scorsi, mano a mano che venivano fuori sempre più raccapriccianti particolari sulla morte della povera Jennifer e del suo bambino, mi è venuta voglia di scrivere qualcosa a riguardo, perché ciò che le è stato fatto mi ha schifato profondamente.
Ma parallelamente, qualcos'altro nei servizi che vedevo mi sembrava alquanto stonato. Ed era nel momento in cui intervistavano i genitori della ragazza. Dal primo momento, non ho capito con quale stomaco la madre potesse parlare tranquillamente di come la figlia sia stata picchiata, parlando di lividi sulla pancia e su altre parti, e dopo, quando si è saputo, di come sia stata sepolta viva, con un figlio in grembo, come se parlasse di una qualsiasi sconosciuta, con una distanza alienante. Non lo so, la cosa mi straniva. Ma hanno intervistato la persona giusta? Non sarà magari una che passava di lì per caso?
E per finire, l'altro giorno vengo a sapere che un giornale pubblica la foto del bambino vestito, ma soprattutto vengo a sapere che è stata la madre stessa a incoraggiare un cronista del giornale a farlo.
Parlando con Luthien, lei osservava che forse, essendo la madre giovane, abbia cresciuto e quindi visto la figlia più come un'amica che come, appunto, una figlia, per cui magari abbia vissuto la perdita in maniera diversa da come l'avrebbe vissuta una madre. Questo ovviamente non spiega niente, nè è inteso come una giustificazione, anzi.
Comunque sia, spero che le gesta della signora finiscano qui.