01 marzo 2007

Nuovi link (6)

Era da un po' che non mettevo nuovi link, ora ne aggiungo due:
  • Il blog di un concittadino trapiantato a Londra. Parla un po' di tutto, dalla politica internazionale al terrorismo, passando per riflessioni personali anche su argomenti quotidiani. Ne apprezzo l'ironia e, spesso, ne condivido le opinioni.
  • Un sito che ho scoperto alcuni mesi fa, da una cui pagina trassi due post. Si parla di vari temi ambientali, ma con una visione diversa da quella classicamente "ambientalista". Consiglio in particolare la rubrica a metà pagina, "le verità rovesciate".

28 febbraio 2007

L'Aja: in Darfur crimini di guerra

Notizia riportata ieri dai siti di vari giornali italiani, è la prima volta in cui si individuano dei possibili responsabili per i massacri in Darfur.

Accusati due leder sudanesi. Nella martoriata regione sudanese del Darfur oltre 200.000 persone sono state uccise e circa 2,5 milioni sono state messe in fuga dal conflitto scoppiato nel febbraio 2003
Un segretario di Stato sudanese e un leader delle milizie arabe Janjaweed sono stati i primi due accusati di crimimi di guerra e contro l’umanità nel Darfur davanti alla Corte penale internazionale (Cpi), a quattro anni dall’inizio del conflitto costato più di 200.000 morti, secondo l’Onu. Il procuratore del Cpi, Luis Moreno-Ocampo, ha presentato ai giudici le «prove» che Ahmed Haroun, ex segretario di Stato agli Interni del Sudan e Ali Kosheib (nome di guerra di Ali Mohamed Ali, uno dei capi delle milizie filo-governative Janjaweed) si sono macchiati di crimini di guerra contro la popolazione del Darfur«, afferma un comunicato del’ufficio del procuratore. Il procuratore li accusa di »51 capi di imputazione di crimini di guerra e contro l’umanità, fra cui persecuzioni, omicidii, turtura e stupri«, commessi fra l’agosto 2003 e il marzo 2004 contro abitanti di villaggi dell’ovest della regione sudanese.

Ahmed Haroun, oggi segretario di Stato agli affari umanitari, nel periodo a cui fanno riferimento le accuse del Cpi era incaricato del dossier Darfur presso il ministero degli Interni. Quanto ad Ali Kosheib, è considerato dalle organizzazioni in difesa dei diritti umani, in particolare dall’americana Human Rights Watch, uno dei principali responsabili degli attacchi lanciati dalle milizie arabe nel 2003-2004. I giudici di questo che è il primo tribunale internazionale permanente incaricato di pronunciarsi su genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, che ha la sua sede a l’Aia, dovranno a questo punto esaminare le »prove«. In seguito decideranno, se le riterranno sufficienti, di chiedere la loro estradizione al Sudan, che non è uno Stato firmatario del Cpi, o di emettere dei mandati di arresto internazionali a loro carico.

Ieri, il Sudan ha negato qualsiasi competenza del Cpi rispetto al dossier del Darfur. »La posizione di principio del Sudan è che questo tribunale non può avere alcuna competenza sui sudanesi«, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Mohammed Ali al-Mardhi. Luis Moreno Ocampo, che dal giugno 2006 indaga su denunce di persecuzioni, torture, stupri e omicidi, ha dichiarato all’Onu di ritenere di disporre di prove sufficienti per accusare i due uomini qui nominati di crimini di guerra e contro l’umanità. La sua inchiesta è relativa a fatti svoltisi nel 2003 e 2004, periodo considerato il più violento della sanguinosa guerra civile che dura da quattro anni.

»Il mio ufficio non può svolgere le indagini sulle centinaia di crimini e perseguirne tutti i responsabili«, aveva dichiarato il procuratore a dicembre. »Mi sono concentrato sui fatti più gravi e sulle persone che hanno maggiori responsabilità in questi fatti«, aveva proseguito. La sua equipe ha effettuato più di 70 missioni in 17 Paesi, ha studiato i casi di centinaia di vittime potenziali e ha interrogato un centinaio di testimoni, aveva precisato. Moreno Ocampo era stato criticato da diverse Ong e anche dall’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, Louise Arbour, per il fatto che i suoi inquirenti non si sono mai recati nel Darfur, per problemi di sicurezza. Il Cpi ha competenza in Paesi la cui magistratura non può o non vuole agire. All’occorrenza, il Consiglio di sicurezza dell’Onu può chiedere al tribunale di intervenire. Secondo l’Onu, circa 200.000 persone sono morte nella guerra del Darfur e per le sue conseguenze e più di 2 milioni sono state costrette alla fuga dalle zone del conflitto.

27 febbraio 2007

La fiorente industria degli allarmi ambientali

Grazie a una segnalazione di Andrea su Square, linko un'intervista a Riccardo Cascioli, presidente del Cespas e autore di un libro, "Le bugie degli ambientalisti", del quale ho spesso parlato in passato.

Gli errori fanno, inevitabilmente, perdere credibilità. Che siano commessi da una persona o, ancor peggio, da una categoria lavorativa. Quante volte abbiamo sentito parlare di malasanità? E quando mai, invece, abbiamo udito la parola malainformazione?Il giornalismo commette una valanga d'errori. Talvolta perdonabili con un amichevole "errare è umano". Ma quando gli errori sono ripetuti senza la minima correzione, e quando - come spesso accade - a monte c'è la molto italiana pigrizia investigativa (leggere i documenti...), vien voglia di cambiare idea sull'abolizione dell'ordine dei giornalisti: non potrebbe servire a richiamare, punire e finanche sospendere chi sbaglia?

L'IPCC è un comitato permanente di mille scienziati di tutte le nazioni istituito dall'Onu al fine di studiare il mutamento delle caratteristiche climatiche del pianeta Terra. Dopo cinque anni (l'ultimo risaliva infatti al 2001) è ormai in dirittura d'arrivo un nuovo studio (il quarto), i cui dati finali parlano chiaro: "Entro la fine del secolo in corso, dunque al più tardi nel 2100, la temperatura superficiale della Terra crescerà probabilmente da 1,8 a 4 gradi centigradi".Qual è dunque il problema? Bè, con una probabilità del 90%, dicono, la colpa è dell'uomo. Quando la realtà, se non diversa, è quanto meno nebbiosa.

Nel poco spazio che ho vorrei citarvi due o tre fatti rilevanti. Dubbi sull'IPCC ce ne sono, ed è doveroso tenerne conto. Come possiamo ad occhi chiusi fidarci di un comitato che redige un documento ma in pubblico lo nega, affermando l'esatto contrario? Si, esatto. Il dottor Trenberth (Autore Principale dell'IPCC, responsabile della preparazione del testo sugli uragani,) nell'ultimo documento ufficiale ha sostenuto che il riscaldamento globale non è in alcun modo legato all'attività degli uragani. Invece cosa dice nelle conferenze a nome dell'IPCC? L'esatto contrario. È per questo che Christopher Landsea, uno dei massimi esperti mondiali di uragani tropicali, si è dimesso dall'IPCC, con un'interessantissima lettera, in cui denuncia, tra l'altro, la deriva ideologica e politica di un comitato la cui la neutralità sarebbe essenziale.

Occorre attenzione. Perché, come dice Antonio Zichichi: "La climatologia ha come fondamento matematico una struttura priva di soluzione analitica. Detto in modo semplice, non esiste l'equazione del clima". E trasformarla in uno strumento politico è ancora più facile che dichiarare guerra ad uno stato accusandolo di avere armi di distruzione di massa che in realtà non ha. A chi conviene? Ah, boh. Ma visto che i miliardi in gioco sono, se possibile, ancora di più, è bene andarci cauti. E noi (ma si, m'allargo...) giornalisti dovremmo prestare infinita cautela. Prendere tutto con le molle, non inseguire il titolone, muoverci incerti e dichiararci al lettore ignoranti.

22 febbraio 2007

Essere unici al mondo

A chi di noi non è capitato un periodo difficile e chi di noi in quel momento non ha sentito il bisogno di rifugiarsi tra le pagine odorose di un libro sepolto, forse da anni, tra tanti altri, magari intonsi, cercando consolazione in una frase che certo ricordavamo, ma della quale mai avevamo colto a pieno il significato se non in quell’attimo di sete emotiva?

Nonostante lo struggimento della maturità espressa nei versi di Neruda, Hikmet e Baudelaire, mi accorgo che il dolore, la gioia e tutti i sentimenti più estremi sono legati alla sfera della fanciullezza.
Ed è scoprendo e riscoprendo tutto ciò, che ho chiuso le liriche e la profondità del racconto dell’avventura di “un’umanità oltreumana” del prezioso Zarathustra e mi è tornata in mente una piccola volpe.
L’esserino più tenero, saggio e indifeso che si possa immaginare è un personaggio nato dalla penna del pilota Antoine de Saint-Exupéry, autore de “Il piccolo principe” e uomo che, pur avendo dovuto affrontare una guerra, ha potuto conservare il cuore di un bambino.
Nel suo viaggio fantastico il piccolo protagonista e l’aviatore (in carne e ossa) mescolano le loro vite, generando lo spettro delle emozioni umane e dandoci la possibilità di scoprire e riconoscere l’amore e l’amicizia.
Nel suo incontro col piccolo principe, la volpe, desiderosa d’affetto, gli chiede di essere addomesticata. Ma il termine è estraneo all’ometto che viene da un asteroide lontano lontano…la piccola amica, per fortuna è lì per spiegargli tutto:
“Addomesticare vuol dire “creare dei legami”..”..Tu, fino a ora, per me non sei che un ragazzino uguale a centomila altri ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi noi avremo bisogno l’uno dell’altra. Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo”.
E’ così che il piccolo principe comprende che in passato forse anche lui, sul suo pianetino, era stato addomesticato da una rosa un po’ burbera, che però egli aveva sempre curato e protetto con amore dai venti impetuosi di un’atmosfera capricciosa.
La volpe gli spiega:
“Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano. Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano che è dorato mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano….”
Così, dopo aver addomesticato la piccola volpe, al momento della separazione dolorosa, la volpe suggerisce al piccolo principe di andare a vedere alcune rose a loro vicine affinché possa capire davvero il valore di un legame.
Il piccolo principe si reca da loro e riflette:
“Voi siete belle, ma siete vuote. Non si può morire per voi. Certamente un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa.”
Noi siamo quello che addomestichiamo. Tutto ciò che amiamo, curiamo e viviamo entra dentro noi e noi in loro. E per quanto nel mondo siamo circondati da splendide rose che esistono ora, che nasceranno domani o tra anni, ameremo solo la nostra, perché in lei abbiamo riposto il nostro amore, la nostra speranza, in lei la felicità di un nuovo bocciolo, in lei il dolore di una spina. Perché lei è unica al mondo. Il legame è stato creato. E’ ormai tardi: la volpe ci ha insegnato ad amare.

20 febbraio 2007

Salviamo il congiuntivo

Pubblicizzo un'iniziativa davvero singolare e simpatica, nata dagli alunni di una scuola media di Castiglione delle Stiviere. Dal nome è facile intuirne gli obiettivi, e tra un paio di settimane è previsto anche un questionario online per mettere alla prova la propria conoscenza del congiuntivo. Come premio, sarà possibile ricevere la tessera dell'associazione! :)

09 febbraio 2007

L'effetto serra? C'è anche su Marte

Riporto un articolo che avevo letto sul sito del Corriere la settimana scorsa, è una lettura molto istruttiva che dà un'idea di quanto poco ne sappiamo sui fenomeni climatici e, di conseguenza, sulle loro cause.

Temperature in crescita anche su Giove e Saturno, uragani e sconvolgimenti climatici: tutta colpa del Sole
Su Marte non si trovano certo grandi metropoli asfissiate dallo smog e brulicanti di gente. E difficilmente individueremo raffinerie di petrolio quando ci spingeremo a esplorare i gelidi Plutone e Tritone, luna ghiacciata di Nettuno. Neanche è immaginabile aspettarsi su Giove autostrade affollate di vetture avvolte nei fumi dei tubi di scappamento. Eppure questi pianeti, come la Terra, si stanno surriscaldando! Le ultime immagini di Giove scattate dal telescopio Hubble nel maggio 2006 hanno difatti testimoniato la crescita sulla superficie del gigante gassoso di una nuova macchia rossa, simile alla tanto celebre Grande Macchia Rossa, e ribattezzata perciò Giovane Macchia Rossa (Red Spot Jr.). Fu osservata per
la prima volta nel 2000, ma negli ultimi 6 anni le sue dimensioni sono notevolmente aumentate.


Effetto Serra universale
Le evidenti anomalie cromatiche visibili su Giove sono in realtà dei giganteschi vortici atmosferici che si spingono fin oltre la copertura nuvolosa che avvolge il pianeta. Secondo ricercatori dell’Università della California il veloce e abnorme sviluppo della Giovane Macchia Rossa è indizio di grandi sconvolgimenti climatici in atto su Giove, associati negli ultimi anni a un rapido e intenso riscaldamento, anche di 5 °C, di alcune regioni del pianeta.
Ma c’è anche un altro spettacolare vortice che di recente ha attirato l’attenzione degli astronomi. Su Saturno la sonda Cassini ha fotografato in prossimità del Polo Sud un enorme e insolito uragano, con venti a oltre 550 chilometri orari e un diametro di circa 8000 chilometri, cioè più della distanza che separa Roma e Pechino, mentre il muro di nubi che ruota attorno all’occhio del ciclone si innalza all’interno dell’atmosfera fino a oltre 70 chilometri di quota.

COME DA NOI: PIU' CALDO, URAGANI PIù VIOLENTI Le caratteristiche di questa tempesta, secondo studiosi del California Institute of Technology di Pasadena, potrebbero indicare uno sviluppo simile a quello dei cicloni tropicali sulla Terra: sarebbe cioè la grande disponibilità di calore (nel caso del gelido Saturno, temperature sensibilmente meno fredde rispetto al normale) ad alimentare l’uragano. Del resto sia il telescopio Keck di Mauna Kea sia la sonda Cassini avevano recentemente registrato un riscaldamento di circa 2 °C proprio nella regione del Polo Sud di Saturno. Il surriscaldamento planetario però non si è fermato ai corpi celesti relativamente più vicini a noi, ma sembra aver raggiunto anche quelli più lontani, perennemente avvolti nel gelo siderale. Come testimoniato da ricerche del Massachusetts Institute of Technology, su Plutone dalla fine degli anni ’80 a oggi la pressione atmosferica è più che triplicata, a causa del graduale innalzamento delle temperature (circa 2 °C) che ha spinto parte dell’azoto surgelato in superficie a evaporare e passare in atmosfera. Su Tritone, invece, il fenomeno è stato ancora più marcato: dal 1989, anno del passaggio della sonda Voyager, la temperatura è passata da circa 200 a 193 gradi sotto zero, tanto che anche la sua atmosfera sta diventando di anno in anno sempre più densa. Se nel caso di Plutone l’aumento delle temperature si può in parte spiegare con la sua lunga orbita di rivoluzione, che lo porta a fare un giro intero attorno al Sole nel corso di 248 anni terrestri e che proprio nell’ultimo decennio lo ha spinto nel punto più vicino alla nostra stella, più difficile è invece trovare una spiegazione al surriscaldamento della luna di Nettuno. E come se non bastasse, ora è giunta notizia che su Marte, dopo le voragini osservate nelle calotte polari, indizio di un recente scioglimento, la sonda Mars Global Surveyor ha fotografato tracce di erosione del suolo che potrebbero essere prova dell’occasionale scorrimento di acqua. Insomma stiamo assistendo a un riscaldamento che sembra interessare tutto il Sistema Solare.

IL RESPONSABILE? IL SOLE, MA IN MODO INSOLITO Ma se l’uomo, almeno in questo caso, non ha colpe, chi è il responsabile del riscaldamento interplanetario?Il maggior indiziato sembra essere il Sole. In effetti siamo spesso erroneamente portati a credere che l’attività della nostra stella sia costante nel tempo, o almeno che subisca variazioni solo su tempi assai lunghi, mentre in realtà l’energia che essa emette verso lo spazio in tutte le direzioni subisce nell’arco di anni e decenni variazioni periodiche percentualmente assai piccole ma comunque in grado di influenzare il clima della Terra. I venti e tutti i principali fenomeni atmosferici si alimentano attraverso il calore che, sotto forma di radiazione elettromagnetica, arriva dal Sole: una quantità di energia che, nel punto in cui raggiunge la nostra atmosfera, è mediamente quantificabile in circa 1367 Watt per metro quadro. E sono proprio le cicliche variazioni dell’energia emessa dal Sole che, tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo, hanno spinto l’Europa e il Nord America verso un periodo estremamente freddo, noto come Piccola Era Glaciale e culminato tra il 1645 e il 1710 in una fase caratterizzata dall’assenza di macchie solari (nota come Minimo di Maunder) durante la quale il calore che giungeva sulla superficie terrestre era inferiore rispetto a oggi di una quantità tra lo 0,2 e lo 0,7 per cento. Nel corso dell’ultimo secolo invece l’attività del Sole è andata progressivamente crescendo e ha così contribuito all’aumento delle temperature sulla Terra. E mai negli ultimi 1150 anni il Sole ha emesso tanta energia come ai giorni nostri. In particolare ricercatori dell’Earth Institute della Columbia University americana, analizzando i dati raccolti da 6 diversi esperimenti con satelliti di NASA, NOAA ed ESA, hanno recentemente evidenziato un aumento dell’ordine di circa 0,05 per cento per decennio, a partire dal 1978, della TSI, sigla che corrisponde alla Total Solar Irradiance, ovvero l’energia elettromagnetica che la Terra riceve dal Sole su tutte le lunghezze d’onda. Ma può bastare il Sole per spiegare un così evidente aumento di temperatura anche nei pianeti ai confini del Sistema Solare? Forse sì, soprattutto alla luce di una recente ricerca di Adriano Mazzarella, responsabile dell’Osservatorio Meteorologico dell’Università di Napoli Federico II. Secondo questa ricerca, oltre alla radiazione elettromagnetica, cioè luce e calore, anche le particelle cariche emesse dal Sole assumono un ruolo importante nell’influenzare il clima terrestre. I gas a temperature altissime della parte più esterna dell’atmosfera solare, la corona, fuggono in parte verso lo spazio, dando origine al vento solare: getti turbolenti di particelle cariche, per lo più protoni, elettroni e nuclei di elio che si propagano a gran velocità in tutte le direzioni. Questo flusso, interagendo con il campo magnetico terrestre, dà origine non solo a fenomeni spettacolari quali le aurore polari, ma è anche causa di serie difficoltà nelle comunicazioni: il 29 ottobre 2003, per esempio, il Sole sparò miliardi di tonnellate di particelle elettricamente cariche verso la Terra a una velocità di oltre sei milioni di chilometri l’ora. L’impatto di questa grandinata di particelle sul campo magnetico terrestre diede origine alla più grande tempesta geomagnetica mai misurata sulla Terra, responsabile tra l’altro di un black out della rete Gps che durò diverse ore.

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27 gennaio 2007

Due ricorrenze

Esattamente un anno fa aprivo questo blog, quindi chiunque passi potrebbe anche farmi gli auguri! :)
Probabilmente la maniera in cui ho gestito questo spazio non coincide con l'idea che avevo all'inizio: avrei voluto dare più risalto agli argomenti su cui ho un minimo di competenza, ma troppo spesso la mancanza di tempo e il mio rapporto difficile con la scrittura mi ha impedito di mantenere i propositi. Sono comunque felice, nel mio piccolo, di aver contribuito e di aver dato risalto a iniziative in cui credo e per le quali non avrei potuto fare niente, se non avessi avuto questo blog, come quella per il Nepal, e per il Darfur più di recente.


Ma oggi è anche il Giorno della Memoria, per cui lo ricordo proponendo il mio primo post "vero", quello in cui commentavo il film "Il pianista", che avevo visto proprio un anno fa e che tanto mi ha toccato. Buona lettura.

26 gennaio 2007

Uomini e donne

Con l'abbondante ritardo di un mese, posto un paio di fotografie del periodo natalizio che rendono in maniera chiara la differenza tra il sesso maschile e quello femminile. In particolare, le due foto ritraggono ciò che era appeso alle porte dei due bagni, per uomini e per donne, che si trovano vicino alla "mia" stanza.


ps: il lettore si senta libero di interpretare il post come l'allusione al giudizio che il sottoscritto ha del noto programma televisivo da cui il post prende, in maniera non casuale, il nome.

11 gennaio 2007

A' nepalesi! E pure voi, però...

Non contenti di essere usciti da poco da una guerra civile durata circa dieci anni, ora i nepalesi ci mettono del loro per avere guai anche all'esterno, per la precisione con le autorità peruviane. Leggete un po', preso da qui.

Have you seen Nepal? Not really, Peru says
LIMA (Reuters) - Royal Nepal Airlines has apologized to Peru after mistakenly using a photo of the Inca ruins of Machu Picchu to promote tourism in Nepal.

Peru's foreign ministry said in a statement Wednesday the flagship carrier of the Himalayan kingdom, about half way around the world from the Andean country, had put the picture of Peru's tourism icon, Machu Picchu, on a poster under a slogan "Have you seen Nepal?"

Peruvian mountaineer Ernesto Malaga, who was visiting India last month, noticed the blunder on a poster hanging on a wall in the airline's office in New Delhi. Peruvian authorities requested explanations from the airline via the embassy.

"The airline ... offered apologies to Peru for using the picture of the Machu Picchu Sanctuary on a poster to promote their country and assured that the lamentable error has been corrected," the statement said.

"As a consequence, the Nepalese airline fired an employee in the rank of a manager ... It is concluded that it was an isolated error," it added.

From a distance, some mountain temples in the Himalayas could be mistaken for Incan ruins, which also cling to steep slopes.

Nepal is actively promoting tourism in the hope that foreigners will return in big numbers to visit its snow-capped mountains and ancient temples after a long Maoist revolt.

In the meantime, Peru's government is urging residents and visitors to vote for the Andean Machu Picchu site as one of the world's new seven wonders in a publicity campaign by the New7Wonders Foundation (www.new7wonders.com).

Built in the 1460s and abandoned for three centuries after the Spanish conquest, Machu Picchu, or "Old Peak" in the Quechua language, was rediscovered by U.S. archeologist Hiram Bingham in 1911.

20 dicembre 2006

A proposito di questione morale

Dal sito del Corriere:

Si dimette il commissario anticorruzione

Gianfranco Tatozzi ha scritto una lettera a Prodi: «Decisione irrevocabile». Domani in conferenza stampa spiegherà i motivi

Con una lettera inviata al presidente del Consiglio, l'Alto Commissario per la lotta alla corruzione, Gianfranco Tatozzi, si è dimesso. Una decisione che lo stesso Tatozzi definisce «irrevocabile» e che avrà corso a partire da domani (mercoledì, ndr), quando spiegherà i motivi del suo atto di protesta con una conferenza stampa che ha indetto alle 12 nella sede di piazza San Lorenzo in Lucina, a Roma.

«SPIEGAZIONi» - Tatozzi, che guida dal 2004 l'ente nato per prevenire e contrastare la corruzione nella pubblica amministrazione, ha inviato una lettera di dimissioni a Prodi di poche righe, senza spiegare i motivi del suo gesto: «Le spiegazioni - si limita a dire all' Ansa - le darò all'opinione pubblica», nel corso della conferenza stampa durante la quale farà anche un bilancio della sua attività.

RISCHIO CHIUSURA - Ma i motivi dello scontento dell'alto commissario Anticorruzione si comprendono da quanto sostenuto appena due giorni fa, quando - in coincidenza con le polemiche suscitate dalla norma contenuta nel maxi-emendamento alla finanziaria che avrebbe comportato una sorta di 'colpo di spugna' per i reati contabili - Tatozzi lamentava una «insensibilità alla lotta alla corruzione» e metteva in guardia dal rischio di chiusura dell'organismo da lui guidato. Tatozzi ha più volte puntato l'indice contro «i reiterati e ostinati tentativi» di arrivare alla soppressione dell'alto commissario Anticorruzione. Un primo tentativo, poi fallito, era riconducibile al ddl Nicolais sulla semplificazione che prevedeva la cancellazione della struttura guidata da Tatozzi. Ma il rischio imminente di chiusura è ora rappresentato - ha più volte lamentato Tatozzi - dall'art.29 del decreto Bersani, che prevede la chiusura degli enti che entro il prossimo 4 gennaio non provvedano a un riordino con Dpr. «Non c'è sicuramente tempo per noi - aveva detto all'Ansa Tatozzi - questo è un tentativo silente e surrettizio per cancellare l'alto commissario Anticorruzione».

Qualche giorno fa Tatozzi aveva rilasciato un'intervista, che trovate qui, sui tentativi da parte dell'attuale governo di smantellare l'Alto Commissariato per la lotta alla corruzione.

15 dicembre 2006

Abandonware

Sono in molti ad aver avuto a che fare, fin dalla fine degli anni '80, con i primi personal computer e console come il Commodore64, l'Amiga ecc., e ad aver conosciuto i primi giochi, magari dalla grafica che ora giudicheremmo terribile, ma comunque molto creativi e divertenti.
Ebbene, dopo una fase di transizione in cui si sono visti giochi sempre migliori da far girare su computer sempre più potenti, in molti di questi giocatori di lungo corso ha iniziato a farsi strada una vocina, un ricordo delle ore passate tanti anni prima davanti ai vari Lemmings, Prince of Persia, o al primo Monkey Island.
Di conseguenza, qualcuno un po' più pratico si è messo di impegno per far girare quei vecchi giochi anche sui moderni pc, e sono nati i primi siti dedicati all'abandonware, neologismo che sta a indicare l'abandoned software, ovvero programmi ormai praticamente fuori circolazione.
Alcuni di questi siti sono: lostgames, abandonia, cdosabandonware, noodan e tanti altri facilmente trovabili con una ricerca in rete, da cui è possibile scaricare tantissimi archivi contenenti degli autentici pezzi da museo informatico.
La cosa in sè non è legale, dato che i diritti di copyright appartengono alle case di produzione per 75 anni, e infatti per mantenersi entro un confine accettabile i siti di abandonware tolgono dalla rete i giochi su richiesta. Tuttavia, ci si appella al fatto che si tratti di software (appunto) abbandonato dalle stesse case, ovvero per il quale non viene più fornito supporto, per cui questa opera di raccolta ha anche il fine di non vedere scomparire giochi e in genere programmi che hanno in un serto senso fatto la storia e, diciamocelo, sono un pezzo del nostro passato.

11 dicembre 2006

Cibo organico, equo e solidale: servono davvero?

Ho trovato un post molto interessante, che riassume questo articolo sul sito dell'Economist.

Capita sempre più raramente, ma quando capita è molto bello. The Economist, settimanale che qualche anno fa si poteva definire più o meno "conservative", e che ora non saprei proprio come chiamare, per una volta prova a ricordarci il grande magazine che era e dedica una copertina (nell'edizione europea), un editoriale e una signora inchiesta a una delle più grandi illusioni del marketing contemporaneo: quella del cibo socialmente, ecologicamente ed eticamente responsabile.

Non servono presentazioni, lo abbiamo presente tutti. Lo troviamo negli scaffali della Coop, in quelli di molti altri supermercati e - ormai - anche nella bottega sotto casa. Promette meraviglie: paghi un po' di più, ma in cambio dei tuoi soldi ti viene promesso: a) un cibo di qualità migliore, più saporito e più sano; b) un pianeta più bello, più pulito e più giusto; c) un contadino, da qualche parte del mondo, in un casolare accanto al raccordo anulare o in una fazenda del Mato Grosso, che la sera, invece di andare a svaligiare negozi per far quadrare i conti, ricorda proprio te, consumatore occidentale responsabile, nelle sue preghiere. Difficile dire no a un'offerta simile. Se poi sei di sinistra, ecologista e terzomondista e gli unici libri che hai letto sono quelli di Naomi Klein e Jeremy Rifkin, rifiutare è impossibile.

Solo che è un'illusione. O, se si preferisce, è marketing. Per i consumatori, per l'ambiente e per i contadini il commercio degli alimenti organici e dei prodotti equi e solidali (che sono due cose distinte, ma non di rado gli stessi prodotti sono l'una e l'altra cosa) è un enorme gioco la cui somma è assai più spesso negativa che positiva. I motivi, alcuni dei quali già noti, li mette in fila l'Economist, uno dopo l'altro.

Primo. Il cibo organico, cresciuto senza pesticidi e fertilizzanti chimici, che ogni anno movimenta un giro d'affari da 30 miliardi di dollari, è ritenuto più "environmentally friendly" del cibo coltivato con metodi tradizionali. Ma non è vero. In seguito alla "rivoluzione verde", ovvero all'introduzione nelle coltivazioni di prodotti sintetizzati dall'uomo (qui raccontata dallo scienziato che l'ha resa possibile, Norman E. Borlaug), si è triplicata, dal 1950 al 2000, la produzione mondiale di cereali, a fronte di un aumento delle aree coltivate pari appena al 10%. Se per ottenere la stessa quantità di cibo si fossero usati i metodi precedenti alla "rivoluzione verde", ovvero, in sostanza, i metodi dell'agricoltura organica, come la rotazione delle colture, l'area coltivata avrebbe dovuto essere triplicata rispetto ad allora. E siccome le aree ad uso agricolo sono sottratte agli alberi, delle foreste pluviali tanto care al Wwf e a Greenpeace oggi sarebbe rimasto ben poco. Inoltre questa minore resa delle coltivazioni organiche fa sì che, anche se l'energia necessaria a una piantagione convenzionale è superiore, in termini di quantità di energia usata per cibo prodotto il metodo "organico" di coltivazione si rivela più dispendioso, e quindi meno ecologico. L'inchiesta dell'Economist non ne parla, ma nel conto presto bisognerà mettere pure gli effetti della nuova rivoluzione verde che bussa alle porte, quella del cibo geneticamente modificato. E che promette di consentire rese produttive ben più alte di quelle attuali, valori nutrizionali più elevati e di garantire alle piante una forte resistenza ai virus e ai parassiti senza l'uso di prodotti chimici.

Secondo. Non vi è alcuna prova scientifica che il cibo coltivato con i metodi convenzionali sia in qualsivoglia modo dannoso per la salute, o che il cibo prodotto con metodi organici abbia proprietà nutrizionali più elevate. E' cosa nota, ma repetita juvant.

Terzo. Il commercio equo e solidale, in sostanza, prevede per i produttori un premio per il loro prodotto, sotto forma di un prezzo più elevato rispetto a quello di mercato, ritenuto troppo basso. Il problema è che se il prezzo di un bene (ad esempio del caffè) è basso, è perché vi è una sovrapproduzione di quel prodotto, o quantomeno di una data qualità di esso. Efficienza vorrebbe che il coltivatore cambiasse coltivazione e si dedicasse a qualcosa di più remunerativo, o che si dedicasse a un miglioramento della qualità e delle varietà delle sue coltivazioni. Ma l'extra-prezzo pagato da chi acquista i prodotti equi e solidali rappresenta un incentivo ad andare avanti nell'errore. I prezzi così restano bassi, e chi ci rimette sono soprattutto i coltivatori estranei al giro del commercio equo e solidale, che vedono i prezzi dei loro prodotti schiacciati ulteriormente dalla sovrapproduzione finanziata con i soldi del consumatore occidentale convinto di migliorare le sorti del sud del mondo.

Quarto. Argomento che anche uno di sinistra dovrebbe essere in grado di apprezzare al volo: solo il 10% dell'extra-prezzo pagato dal consumatore per il cibo equo e solidale arriva al coltivatore. Il resto finisce quasi tutto nelle tasche del venditore al dettaglio, convinto - a buona ragione - che di solito il consumatore interessato ad acquistare questi prodotti abbia una elasticità rispetto al prezzo piuttosto bassa. Cioè che sia disposto comunque a pagare un bel sovrapprezzo per mettere in dispensa un prodotto il cui appeal principale è ideologico, non alimentare o economico.

Quinto. L'ultima smania del cibo "ecologicamente sostenibile" è il cibo locale, cioè prodotto, commercializzato e acquistato a due passi dalla casa del consumatore. Ovviamente è l'ennesima riproposizione, in salsa ecologista, delle vecchie tesi protezioniste. Le motivazioni ecologiche risiedono nel tentativo di minimizzare l'energia usata per portare il cibo sulla tavola del consumatore finale. Ma se l'obiettivo è usare meno energia possibile, il modo più efficiente consiste nel commercializzarlo nei grandi supermercati e ipermercati, assai più vicini alla case dei consumatori di quanto non lo siano le aziende agricole che producono gli stessi prodotti. E sono proprio le automobili dei consumatori finali quelle che rendono elevato il consumo di energia. Il ragionamento è intuitivo: è più efficiente far trasportare una tonnellata di cibo da un solo grande veicolo che far trasportare mille chili di esso in altrettante automobili. Domanda: c'è qualcuno a sinistra disposto ad ammettere che la grande distribuzione è il metodo di vendita più ecologico, e quindi migliore per il pianeta? Non solo. Se si mette nel conto anche l'energia usata nel processo produttivo in sé, cioè prima del trasporto del cibo, saltano fuori sorprese interessanti. Ad esempio che sarebbe più ecologico che la Gran Bretagna acquistasse ovini e latticini in Nuova Zelanda piuttosto che produrli sul proprio territorio: l'energia usata per l'allevamento degli animali in Inghilterra, infatti, è talmente tanta che - da un punto di vista di consumo di energia e di emissione di gas serra, per chi crede che esista davvero una cosa chiamata "effetto serra" - il trasporto da posti in cui tale consumo è minimo, anche se lontanissimi, è una soluzione più conveniente.

Così, appena si abbandona l'ebbrezza dei facili luoghi comuni ecologisti e terzomondisti, e si vanno a fare due conti in modo intelligente, si scopre che la divisione del lavoro magnificata da Adam Smith e la globalizzazione garantiscono efficienza non solo da un punto di vista economico, ma anche da quello ambientale. Niente di cui essere stupiti. Almeno da queste parti.

Ora, nutro solo una lieve perplessità riguardo al punto terzo, almeno per l'esempio fatto. Per quanto ne so infatti il commercio del caffè è gestito da poche multinazionali, che tengono apposta il prezzo basso, per aumentare i guadagni. Magari non è vero ed è solo propaganda, non lo so. In ogni caso, per il resto mi sembra un ragionamento abbastanza sensato.

09 dicembre 2006

IB4D a "Più libri più liberi"

L'iniziativa di Italian Blogs For Darfur è stata presentata il 7 dicembre a Roma nell'ambito della manifestazione "Più libri più liberi". Ecco il video con l'intervento di Serena S.

05 dicembre 2006

Passata la partita, finita la pace

E' di oggi la notizia del colpo di stato alle isole Figi. E fin qui, potrebbe non esserci niente di strano.

Più notevole è invece il fatto che l'avvenimento non fosse affatto inaspettato, dato che era stato recentemente rimandato a causa di una partita di Rugby tra la squadra dell'esercito e quella della polizia!

04 dicembre 2006

Manageriale online

Alcuni mesi fa, grazie a un amico, ho scoperto Hattrick.
Si tratta di un gioco online a cui sono iscritti quasi un milione di utenti in tutto il mondo (la maggior parte in Europa).
Ogni nazione ha un certo numero di serie (l'Italia ne ha dieci) organizzate in gironi da otto squadre. Per poter partecipare si fa richiesta dal sito, e dopo un po' di tempo vi viene assegnata una squadra, generalmente appartenente alla serie X, che dovete gestire e migliorare per conquistare la promozione a gironi di serie successive.
Per apprendere le varie funzionalità del gioco esiste un tutorial, ovvero c'è una serie di prove il cui superamento dà dei premi in denaro che si possono utilizzare per iniziare a potenziare la squadra. Volta per volta è così possibile accedere a nuove caratteristiche del gioco, fino a ottenere la licenza. A questo punto, si dispone del gioco completo.
Esiste un forum, nel quale è possibile chiedere a giocatori più esperti consigli per andare avanti, e c'è la possibilità di vendere o comprare giocatori all'asta, una delle cose più divertenti; si amministra l'economia del club, e gestisce l'allenamento dei giocatori per farne migliorare le abilità.
Esistono anche regole abbastanza rigide su alcuni aspetti del gioco, che fanno sì che non ci siano perditempo o "cazzeggiatori", elemento che va a tutto vantaggio dello spirito di collaborazione e dell'onestà tra gli utenti.
In generale, per chi è appassionato di giochi come i vari Football Manager o Scudetto può essere senz'altro interessante, lo consiglio vivamente.

29 novembre 2006

Segreteria telefonica

Risposta automatica telefonica di un famoso Istituto Psichiatrico.
"Grazie per aver chiamato l'Istituto Psichiatrico di Salute Mentale:


... Se lei è ossesso-convulsivo, prema ripetutamente fino allo spasmo il tasto 1.

... Se lei è affetto di personalità multipla, prema i tasti 2, 3, 4, 5 e 6.

... Se lei è paranoico, sappiamo già chi è lei, cosa fa nella vita e sappiamo cosa vuole, quindi rimanga in linea, finchè non rintracciamo la sua chiamata.

... Se lei soffre di allucinazioni, prema il tasto 7 nel telefono rosa gigante che lei (e solo lei) vede alla sua destra.

... Se lei è schizofrenico, chieda al suo amico immaginario di premere il tasto 8 per lei.

... Se lei soffre di depressione, non importa quale numero prema, tanto non c'è niente da fare, il suo caso è disperato e non ha cura.

... Se lei soffre di amnesia, prema 9 e ripeta a voce alta il suo nome, cognome, numero di telefono di casa e del cellulare, indirizzo e-mail, numero di conto corrente, codice bancomat,data di nascita, luogo di nascita, stato civile e cognome da nubile di sua madre.

... Se lei soffre di indecisione, lasci il messaggio dopo il bip ... oppure prima del bip ... o durante il bip, insomma scelga lei

... Se lei soffre di amnesie temporanee di breve durata, prema 0.
... Se lei soffre di amnesie temporanee di breve durata, prema 0.
... Se lei soffre di amnesie temporanee di breve durata, prema 0.

... Se lei soffre di avarizia ossessiva, attenzione, riattacchi subito, questa telefonata è a pagamento a 500 euro al secondo.

... Se lei soffre di autostima bassa, per favore riagganci, poichè tutti i nostri operatori sono impegnati a parlare con persone molto più importanti di lei.

28 novembre 2006

Intervista a Esam Elagh, portavoce del Sudan Liberation Army

Il Sign. Esameldin Elagh, portavoce del SLA/M, Movimento armato di liberazione del Sudan, gruppo che ha rifiutato l'accordo di pace del 5 maggio scorso tra il Governo e i ribelli, ci ha concesso un'intervista via e-mail, che pubblichiamo qui nella sua versione originale in inglese. La versione tradotta in italiano verrà pubblicata a breve su questo blog e nella newsletter. (da ItalianBlogs4Darfur)

"What about you and SLM/A?

I am about forty years old , father of three children, all are males , I was working in business mediation and tourism field , I dreamt with the revolution in Darfur since my early years in life , but it delayed until 2003 , what is important now , it`s there.

I joined SLM/A since it`s first days , and I was in Sudan when it blown , and still and will continue supporting its struggle against the regime in Khartoum to restore the rights of the people of Darfur who suffered a lot from the central mentality which governing the country since the independence of Sudan in 1956 , 1st Jan .

Why Sudan government is fighting the Darfur people, supporting janjaweed militias?

The government of Sudan is not only against the Darfur people , it`s against the whole people of Sudan descending from African ethnicity , the central government throughout the history of Sudan since independence fought the south of Sudan because they are different , African ethnics and they are Christians , then Nuba mountains , then blue nile , all because they are Africans , and now darfur , and what is happening now in darfur is not more than a reproduction operation of the crisis of the south , nuba mountains and blue nile , they fought darfur because we have asked to be treated equally with the people of the north Sudan and we have asked for our rights as human beings , because we asked for hospitals and schools for our kids , because we asked for development for our historically marginalized region, the central governments governed and governing Sudan don`t accept and respect the different in Sudan , they believe in the Arabism of the Sudan while the 80% are not arabs or arab descending , they don`t respect or confess with the diversity of the country , all should be arabs and muslims according to their views .

The janjaweed formed mainly from arab tribes , it is true not all arab tribes in darfur taking part in this militia , the government supporting them for many reasons :
- because the government couldn`t achieve any victory against our troops
- the government plant in these tribes that Africans would like to dismiss you from darfur , so the janjaweed sward not to leave any black in darfur.
- the janjaweed don`t have land in darfur , so the government promised them the land if they succeeded in evacuating darfur from blacks.


Why SLA didn't accept peace accord in May?

The accord of May can`t be named as peace accord , no one of us want the war , the losers are our people , we want peace , but the just and durable peace , we are not looking for jobs in the government ,in brief the May accord created some positions for the movements but brought nothing for the darfurians , even the positions created by the accord are without legislative and executive authorities , no guarantees for the disarmament of the janjaweed , no compensations for the victims of the humanitarian crisis created by the government and the janjaweed militias , the government according to the accord will pay 30 million USD in compensations , the IDPs and the refugees are over 3.5 million , which means 8.5 USD per person , it is a joke , 400000 persons killed by the government and the militias , scorched policy being applied , horrible atrocities being committed , and after all 8.5 USD/ person ! , also there is no any kind of oblige to the government in the accord .


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25 novembre 2006

Premio Nobel 2006 per la Fisica: le motivazioni

Bene, come promesso un po' di tempo fa cercherò di spiegare perché è stato assegnato il Nobel per la Fisica a John Mather e George Smoot.
Le motivazioni ufficiali dicono: For their discovery of the blackbody form and anisotropy of the cosmic microwave background radiation.

Detto in parole povere significa che hanno scoperto (o meglio, verificato) che la radiazione di fondo, detta anche radiazione fossile, residuo del Big Bang, possiede una distribuzione di densità di energia simile a quella di un corpo nero, e hanno inoltre verificato che la sua intensità presenta delle piccolissime variazioni a seconda della direzione in cui la si misura (anisotropia).

Ma che significa? perché è importante?
Procedo con ordine.

Il corpo nero (non inganni il nome, non è necessariamente nero!) è un oggetto ideale, come se ne usano tanti in fisica, che ha la proprietà di assorbire totalmente la radiazione elettromagnetica che lo colpisce, riemettendola secondo una distribuzione che dipende esclusivamente dalla temperatura del corpo stesso. Per fare un esempio, le stelle costituiscono con buona approssimazione un corpo nero.

Per radiazione di fondo si intende invece quell'insieme di onde elettromagnetiche provenienti dal cosmo la cui sorgente non è identificabile con nessun particolare oggetto celeste. Esistono infatti numerose sorgenti di raggi X, gamma (che sono onde e.m. di diversa frequenza), di neutrini ecc., ma tutte sono riconducibili a particolari sistemi, come stelle di neutroni, galassie, quasar, buchi neri e così via. La radiazione di fondo, invece, permea tutto lo spazio, e la si interpreta come il residuo del Big Bang, l'evento che avrebbe dato vita all'Universo miliardi di anni fa.
Le misurazioni hanno rivelato che lo spettro della densità di energia (ovvero l'insieme dei valori assunti da essa per ogni intervallo di lunghezza d'onda esaminato) di questa radiazione si accorda in maniera ottima allo spettro di un corpo nero. La misura che ha fruttato il premio Nobel a Mather e Smoot ha infatti rivelato che c'è uno straordinario accordo tra i dati sperimentali e la curva teorica, per cui la radiazione di fondo è probabilmente la "migliore" realizzazione reale di un corpo nero, e rappresenta perciò una conferma del modello del Big Bang. In più, questo ha dato la possibilità di calcolare il valore della temperatura che permetteva il migliore accordo, per cui si è ottenuta una misura estremamente precisa della T della radiazione cosmica, che risulta essere di (2.725 +- 0.002) K. Si tratta di uno dei parametri cosmologici meglio determinati, allo stato attuale.

Per quanto riguarda l'anisotropia della radiazione di fondo, nell'ambito della teoria del Big Bang, considerando solo la forza gravitazionale, l'Universo si sarebbe dovuto espandere in maniera omogenea in tutte le direzioni (ovvero isotropa), e non si spiegherebbe quindi la formazione di macrostrutture come le stelle, le galassie ecc. Per spiegarle si deve tener conto delle fluttuazioni quantistiche che, nei primissimi istanti dopo l'esplosione, avrebbero provocato differenze nella densità di materia ed energia. La radiazione di fondo ha "memoria" di quelle differenze, e la misura dell'anisotropia fornisce quindi un'istantanea di quei primi momenti. Tale misura ha rappresentato una vera sfida, poichè si sono misurate variazioni di temperatura dell'ordine del decimillesimo (come si vede nella terza delle immagini riportate sotto), e fornisce una conferma del modello inflazionario.

Per concludere, i dati pubblicati appartengono a un campo (quello della cosmologia) che per sua natura ha grosse difficoltà nel reperire elementi decisivi che permettano di capire quale sia la teoria che spiega più correttamente l'origine dell'universo. Dunque il loro contributo è molto importante, perché fornisce indicazioni utili e limiti più ristretti alle ipotesi fatte fino a ora, essendo in accordo con le previsioni della teoria inflazionaria.

23 novembre 2006

Grattacielo ecologico negli USA

Riporto un'interessante notizia appresa dal blog di Camelot e riportata sul sito del Corriere:

NEW YORK — Nell'immaginario della Corporate America, il colore verde è sinonimo di soldi dal lontano 1862. Quando la prima banconota verde marcio da 1 dollaro fu emessa dall'U.S. Department of the Treasury. Nell'America del nuovo millennio «green» indica tutt'altra cosa: la nuova tendenza all'edilizia ecologica promossa dai giganti della finanza, che si sono fatti promotori di una rivoluzione destinata a cambiare non solo il volto delle grandi città, ma anche, si spera, il futuro del pianeta.

BANKAMERICA — La punta di diamante del nuovo trend è New York dove, a pochi passi da Times Square, sono iniziati i lavori dell'edificio più ecologico del mondo. Il grattacielo della Bank of America, che lo studio Cook+Fox Architects inaugurerà nel 2008. Una torre di 54 piani su 365 metri d'altezza a un costo di un miliardo di dollari. Oltre a essere il secondo più alto di New York dopo l'Empire State Building, il grattacielo è il primo della storia a ricevere l'ambitissimo certificato al platino mai emesso dall'U.S. Green Building Council, l'equivalente dell'Oscar per l'eco-architettura. Per aggiudicarsi il riconoscimento, il grattacielo sarà costruito in gran parte di materiali (vetro, acciaio e alluminio) riciclabili o riciclati. «Non sarà solo un palazzo spettacolare, ma anche il più ecologicamente responsabile che si possa immaginare», teorizza Douglas Durst, co-presidente di Durst Organization, la società incaricata della costruzione. Così, dice il governatore Pataki, «si protegge l'ambiente creando lavoro».

OASI VERTICALE — Sul tetto della nuova eco-torre, Durst costruirà una vera e propria giungla di piante, alberi e cespugli, che ne ridurranno l'impatto termico e ambientale. La sua energia sarà quasi tutta generata sul posto. Con l'ausilio di una turbina eolica sistemata su una delle due guglie e di un impianto da 4,6 Megawatt, dotato di unità di immagazzinamento termale che produrranno ghiaccio di notte, quando i costi dell'energia sono al minimo, da utilizzare negli impianti di condizionamento. Un sistema di riciclaggio dell'acqua piovana consentirà inoltre di risparmiare milioni di litri d'acqua mentre anche le toilette saranno a basso consumo idrico, con orinatoi ad autopulizia chimica, biodegradabile e senza sciacquone, del tipo già usato alla Jimmy Carter Library e al Taj Mahal.

PUBBLICO E PRIVATO — Se l'amministrazione Bush si è contraddistinta come la meno ecologica della storia, la Corporate America ha deciso di assumere la leadership nella crociata salva- pianeta. «Che c'è di male nel profitto?», si chiede il New York Times in un lungo articolo dedicato ai nuovi, ricchissimi pionieri dell'eco-trend, in gara tra loro per trasformare le città americane in luoghi più vivibili. Al boom dell'eco-architettura s'ispirano molti dei nuovi edifici della Manhattan post-11 settembre. Dal grattacielo Hearst, disegnato da Lord Norman Foster tra la 57˚ strada e l'8a Avenue al New York Times Building progettato da Renzo Piano sulla 41˚ strada West. Dal 7 World Trade Center della Silverstein Properties al Solaire, il primo eco-grattacielo residenziale d'America, a due passi da Ground Zero.

MILANO — La febbre ha finito per contagiare anche l'Italia. Dove Hines (che ha costituto con il Fondo CalPers il Green Development Fund, con investimenti per 500 milioni di dollari) è impegnata esclusivamente nella costruzione di edifici ecologicamente sostenibili. A Milano sono stati avviati secondo questi criteri i progetti di Garibaldi-Repubblica delle Varesine e di Isola-Lunette.

Ora, trovo interessante questa notizia in particolar modo perché mi permette di esprimere un'idea che, per quel che si sente spesso dire, sembra controintuitiva, ma che in realtà rappresenta bene lo stato delle cose: non ci può essere una vera attenzione verso l'ecologia se non c'è sviluppo.
Potrebbe sembrare strano, ma è così: se una popolazione sopravvive a stento, è assurdo immaginare che possa pensare a non inquinare l'ambiente; semplicemente questa non può essere una sua priorità. Laddove invece c'è sviluppo e industrializzazione, il surplus creato sarà spendibile anche verso una maggiore attenzione per i consumi e l'inquinamento.
Non è quindi un caso che questo "nuovo trend" parta dai tanto vituperati Stati Uniti!

21 novembre 2006

Nepal, governo e ribelli firmano storico accordo di pace

KATHMANDU (Reuters) - Il governo multipartitico nepalese e i ribelli maoisti hanno firmato oggi un accordo di pace che dichiara formalmente la fine di una guerra civile durata un decennio nel corso del quale hanno perso la vita 13.000 persone.

L'accordo firmato dal primo ministro Girija Prasad Koirala e dal leader dei ribelli maoisti Prachanda giunge sette mesi dopo le dimissioni del re Gyanendra, che ha ceduto il controllo del paese ai partiti politici in seguito a settimane di violente proteste nelle strade.

"L'accordo mette fine al lungo conflitto", ha detto il negoziatore del governo Krishna Prasad Sitaula dopo aver letto il testo del trattato.

L'accordo prevede il disarmo degli insorti che verranno confinati nei campi sottoposti al controllo delle Nazioni Unite e giunge in vista delle elezioni del prossimo anno in cui verrà eletta un'assemblea che si occuperà di redigere una nuova costituzione e decidere il futuro della monarchia.

Dal sito della Reuters.