16 ottobre 2007

Nairobi chiama, Roma.. non sente

Da ItaBlogs4Darfur:

Tanto valgono i 300.000 morti del Darfur: nei telegiornali italiani, nel 2006, è stata dedicata poco più di un'ora al conflitto in Darfur, regione del Sudan dove si consumano efferati crimini contro l'umanità e dove lo stupro è usato come terribile arma da guerra.
Non abbiamo notizie neanche dallo Zimbabwe, dal Congo, dal Delta del Niger, dalla Somalia, solo per citare altre aree dell'Africa in cui i diritti umani valgono meno di un fucile.
Ammettiamolo, si sa da sempre che in Africa si muore e si soffre; quale sarebbe la notizia, quale l'interesse per il pubblico?
Noi non ci rassegniamo al mercato dell'audience: se c'è un compito al quale la televisione non può sottrarsi, soprattutto il servizio pubblico televisivo, dall'indubbia penetrazione di massa, è l'educazione dei singoli ai valori fondanti della società e della democrazia.

Il servizio pubblico televisivo sembrava aver fatto un primo importante passo in avanti con l'apertura di una sede RAI a Nairobi, Kenya, il 18 maggio 2007, con grande soddisfazione delle agenzie missionarie e delle associazioni della Tavola della Pace.
Ma l'operazione, a un semestre di distanza, assume sempre più il gusto amaro del "lavaggio di coscienza" da parte della sede di viale Mazzini, nonostante l'impegno del giornalista Enzo Nucci, a cui è stata affidata la direzione della sede africana.
Dall'apertura della sede, sono stati trasmessi solo un'ora di servizi dall'Africa. Il bel reportage di Nucci sui Monti Nuba, Sudan, La scuola della speranza, della durata di 18 minuti, è stato trasmesso a Raitre, nella rubrica Primo Piano, alle ore 23.20.
"Nel gennaio scorso, proprio a Nairobi, - si legge in Panorama, [segnalazione di Antonio] - si è svolto il primo Forum sociale mondiale in Africa. Nonostante le tematiche caldissime affrontate dagli oltre 10mila partecipanti della grande kermesse no global (si va dalla lotta all’Aids alla sfida commerciale decisiva rappresentata dai nuovi accordi partenariato economico tra l’Unione Europea e i paesi africani), la Rai ha mandato in onda appena due minuti di servizio sul Tg3 per un evento durato un’intera settimana".

Continua il nostro impegno per una migliore qualità dell'informazione televisiva italiana: chiediamo più informazione sul Darfur e sulle crisi umanitarie dimenticate.
Firmate il nostro appello.


In aggiunta, ecco un video realizzato da Antonella Napoli, membro di ItaBlogs4Darfur.

12 ottobre 2007

Nobel per il terrorismo

Questo davvero mi ha sorpreso. Dopo averlo assegnato a quel campione di Arafat nel 1994, il Nobel per la pace 2007 è andato, udite udite, ad Al Gore e all'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)!

Chi ha letto altri post da me scritti su questo blog può ben capire il perché della mia sorpresa, mentre agli altri non posso che consigliare di leggere i post con l'etichetta Ambiente o Scienza a riguardo. Per fortuna, sullo stesso sito del Corriere è presente anche un articolo che riporta una sentenza di un giudice inglese dell'Alta Corte che ha sottolineato le forzature e l'orientamento fortemente politico del filmato, a proposito di un rischio di "lavaggio del cervello" a danno dei giovani studenti a cui il film, inviato a 3500 scuole in Gran Bretagna, è stato fatto vedere senza un commento critico e obiettivo che lo bilanciasse.

Tra l'altro, mi sembra alquanto ironico che si sia dato il Nobel per la pace a un individuo che terrorizza la gente, che forse dopo aver visto il suo film (e credendoci) non dorme poi così tranquilla, ma tant'è... :)

09 ottobre 2007

Un bel riconoscimento

Per un fan dei Queen come me, è una notizia che fa sempre piacere...

10 settembre 2007

Giornata mondiale per il Darfur

Immagina. Anche se non sarà mai come averlo vissuto.


Immagina.
Nel deserto, la notte, ti svegliano: attaccano il tuo villaggio. Lì hai lasciato i tuoi figli, tua moglie, la tua storia. Bruciano la tua casa. Stuprano tua moglie. Armano tuo figlio. Cancellano la tua storia.


Sparano.
Non bastano le urla terrorizzate dei bambini, l’odore acre di feci e urine liberate dalla paura e del sangue che impasta la terra, il rumore – tanto rumore- di passi, spari, crolli, legna e carne che brucia, niente ferma la mano dei boia.


Corri.
Ti rendi subito conto –forse è solo istinto – che le parole hanno un senso solo se ascoltate.
Allora imbracci il bastone, come fosse un fucile. Corri, con la speranza di poter ancora salvare tua moglie, tuo figlio, non importa la storia. E preghi.
Ma sei lontano, stringi il tuo bastone.
I janjaweed corrono già verso un altro villaggio.



Saremo a Roma, il 16 Settembre in Piazza Farnese, per dire "fermiamo il sangue in Darfur"!
ore 10: Marcia dei rifugiati. Presenti Monica Guerritore, Toni Capuozzo, Tiziana Ferrario
ore 11: mostra fotografica, interventi di associazioni, ospite Presidente Commissione Esteri del Parlamento U. Ranieri
0re 13: concerto dei Marcosbanda (jazz funk rock), vincitori premio "Voci per la Libertà" 2007


All’iniziativa, promossa da Italians for Darfur, hanno aderito il Comune di Roma, l’associazione Articolo21, la sezione italiana di Amnesty International, Nessuno tocchi Caino, la Comunità Ebraica, l’Ugei e l’associazione “Voci per la libertà”.



Da Italian Blogs for Darfur.

06 settembre 2007

Un ricordo per Luciano

Pur avendo abbandonato questo blog, sono certa che Beren possa capire la mia esigenza di lasciare in questo spazio il mio pensiero per questo grande maestro e la sua dolce voce, data la mia vicinanza al mondo della lirica.
Per uno strano gioco del destino, stasera è previsto a Bari il concerto d'apertura della stagione sinfonica del Teatro Piccinni con la settima sinfonia di Mahler diretta dal maestro indiano Zubin Mehta, il quale diresse i Tre Tenori nell'indimenticabile 7 Luglio del 1990 (ero piccola, in villeggiatura con i nonni, e ci ricordo tutti stretti al televisorino portato con noi per le vacanze estive).
Non so se il concerto ci sarà ancora, so che io sarò lì comunque.
In cuor mio spero che il maestro Mehta onori Big Luciano non con il classico minuto di silenzio dei campi sportivi, ma con ore della sua Musica. Sarebbe l'omaggio più grande.
Arrivederci Maestro.
"I think a life in music is a life beautifully spent and this is what I have devoted my life to"
Luciano Pavarotti (1935-2007)

06 agosto 2007

Vacanza?

Nelle prossime tre settimane non mi potrò connettere quasi per niente, quindi credo di poter dire che, a meno che Luthien non abbia intenzione di scrivere qualcosa, questo blog va in vacanza. Non il suo sottoscritto, che ha una tesi di dottorato da scrivere. Vi lascio tuttavia con alcune foto scattate dall'auto ieri mattina, all'inizio del viaggio che mi ha riportato a casa.
Ai miei due lettori (cit.) il compito di indovinare di quale montagna si tratti... ;)

De consolatione philosophiae


Nessun maggior dolore

che ricordarsi del tempo felice

ne la miseria


In omni adversitate fortunae

infelicissimus est genus

infortunii fuisse felicem

30 luglio 2007

Mele? no, frutti del melo!

Da qualche giorno meditavo di scrivere un post che dicesse ciò che era già evidente, ovvero che il blog (esso, almeno) va in vacanza per un po', complice anche il fatto che tra pochi giorni non mi sarà quasi più possibile connettermi per qualche settimana. Le ragioni per cui non sto più scrivendo sono più d'una, dal lavoro a motivi personali legati al precedente post di Luthien...

Ma non divaghiamo, ciò che mi spinge a scrivere quello che forse sarà l'ultimo post prima delle vacanze è la dichiarazione di un politico, che ho letto sul sito del Corriere: alla domanda se avesse pagato una prostituta, ha risposto, con una faccia da fondoschiena non indifferente:
Pagata... non proprio. Le ho fatto un regalo, una somma in denaro...
Già da sola, vista la mia predilezione per le affermazioni e/o situazioni al limite dell'assurdo (o dell'assurdamente stupido), si sarebbe meritata un posto in questo blog, che di cose simili ne ha già ospitate parecchie. Se non che, a queste si uniscono motivazioni che vanno più nel personale (ma che non spiegherò esplicitamente) che mi spingono a dare risalto a questa notizia.
Perché il politico in questione mi era già noto da diversi anni, dal momento che è stato più volte eletto nel paese di mio padre nonostante abbia avuto già a che fare con la legge, essendo ancora in corso un processo per aver riciclato al casinò denaro proveniente da mazzette.

E dal casinò al casino, il passo è breve...

22 luglio 2007

Liberazione dal Servaggio

"Tra i resoconti di dolore e rovina che ci sono giunti dalle tenebre di quei giorni, ve ne sono però alcuni dove il dolore si accompagna alla gioia e, all'ombra della morte, luce imperitura. E di tali storie, la più bella alle orecchie degli Elfi è pur sempre quella di Beren e Luthien.(...)
Lo spirito di Beren, per preghiera di lei, indugiò nelle aule di Mandos riluttante ad abbandonare il mondo, finchè Luthien giunse a dare l'ultimo addio alle tetre sponde del Mare Esterno, donde gli Uomini che muoiono partono per mai più tornare. Ma lo spirito di Luthien piombò nel buio, e alla fine fuggì, e il corpo di lei giacque simile a un fiore che sia d'un tratto svelto e per un pò rimanga, incorrotto, sull'erba.

Allora un inverno, quasi fosse la bianca stagione degli Uomini mortali, scese su Thingol. Luthien però giunse alle aule di Mandos, dove stanno i luoghi risevati agli Eldalie, di là dalle dimore dell'Ovest, ai confini del mondo. Ivi coloro che attendono se ne stanno nell'ombra dei loro pensieri.

Ma la bellezza di Luthien era più che la loro bellezza, e il suo dolore più profondo del loro; e Luthien si inginocchiò davanti a Mandos e cantò per lui.

Il canto di Luthien al cospetto di Mandos fu il più bello che mai sia stato contesto in parole, il canto più triste che mai il mondo udrà. Immutato, imperituro, ancora lo si canta in Valinor, inaudibile al mondo, e ad ascoltarlo i Valar si rattristano. Ché Luthien intrecciò due temi di parole, quello del dolore degli Eldar e quello della pena degli Uomini, le Due Stirpi che sono state fatte da Iluvatar per dimorare in Arda, il Regno della Terra tra le innumerevoli stelle. E mentre gli stava inginocchiata davanti, le lacrime cadevano sui piedi di Mandos come pioggia sulle pietre; e Mandos fu mosso a pietà, come mai era stato prima né mai è stato in seguito.

Ragion per cui convocò Beren ed (...) essi tornarono a incontrarsi di là dal Mare Occidentale. Mandos però non aveva il potere di trattenere gli spiriti degli Uomini che morivano entro i confini del mondo, dopo il tempo della loro attesa; né poteva mutare i destini dei Figli di Iluvatar.

Andò pertanto da Manwe, Signore dei Valar, che comandava il mondo per mandato di Iluvatar; e Manwe chiese consiglio al suo pensiero più intimo, dove la volontà di Iluvatar si rivelava.

E queste sono le scelte che egli offrì a Luthien. A cagione delle sue fatiche e del suo dolore, sarebbe stata liberata da Mandos, per andare a Valimar e quivi dimorare sino alla fine del mondo tra i Valar, dimenticando tutte le pene che aveva sopportato in vita. Lì però Beren non poteva recarsi, non essendo permesso ai Valar di esimerlo dalla Morte, la quale è il dono fatto da Iluvatar agli Uomini. L'altra scelta invece era questa: che essa potesse tornare nella Terra-di-Mezzo portando con sé Beren, per abitarvi ancora, ma senza alcuna certezza né di vita né di gioia. E sarebbe divenuta mortale, e soggetta a un secondo decesso, esattamente come lui; e allora avrebbe lasciato il mondo per sempre, e della sua bellezza sarebbe rimasta soltanto memoria nei canti.

Fu questa la sorte che Luthien scelse, voltando le spalle al Reame Beato e rinunciando a tutte le pretese di parentela con coloro che vi dimoravano; perchè in tal modo, quale che fosse il dolore che poteva attenderli, i destini di Beren e Luthien sarebbero stati uniti e i loro sentieri li avrebbero condotti insieme di là dai confini del mondo.."

13 luglio 2007

Un cucciolino tutto speciale...:)








Non potevo non postare questa notizia non appena ascoltata a Studio Aperto......
Naturalmente sono molto interessata ai fatti di interesse sociale, politico e culturale.......ma ditemi voi se questo cucciolino di chihuahua di un mese e mezzo nato in Giappone e a cui la natura ha dato un dono speciale (non ve lo dico, tanto è evidente, no?:)) può passare inosservato!!!!!!!!!E' di una tenerezza sconvolgente!!!Mi sto sciogliendo (e non ho trovato il video dei bambini giapponesini piccolini che giocavano con lui......Ringraziatemi, altrimenti vi sareste sciolti in lacrime per mesi!!!!):_)

05 luglio 2007

Argomentazioni inconfutabili

Secondo un articolo sul sito del Corriere, un ministro di Sarkozy ha affermato durante la campagna elettorale che ritiene possibile che dietro gli attentati dell'11 settembre ci sia Bush. Ciò che la spinge a crederlo è la seguente argomentazione:

«Il fatto che i siti che rimettono in causa l’11 settembre siano visitati ogni giorno da milioni di navigatori, mi spingono a pensare che l’espressione della massa e del popolo non possa non basarsi su un fondo di verità»

Grazie a questa illuminante osservazione, e dal momento che il sito della Disney ha sicuramente altrettanti milioni di visite giornaliere, ho forti ragioni per pensare che Topolino esista veramente.


Topolino, contento finalmente di non essere più solo un personaggio di fantasia.

30 giugno 2007

Solo il cessate il fuoco immediato puo' favorire il dialogo in Darfur

Il 14 giugno scorso, Italians for Darfur, insieme alle maggiori organizzazioni europee per il Darfur, ha scritto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, per esortarlo a intraprendere una linea politica più incisiva sulla crisi del Darfur, usando le sanzioni come principale ed efficace formula di pressione sul governo sudanese.

La missione congiunta ONU-UA, la cui legittimazione da parte di Karthoum è stata ottenuta proprio grazie alla minaccia di nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti, partirà in realtà solo dal 2008 e non ha nessun impatto immediato sulla situazione dei civili e degli operatori umanitari in Darfur, che si fa di giorno in giorno più pericolosa. Le più grandi ONG presenti sul campo hanno denunciato, anche alla audizione alla Camera tenutasi a Roma grazie a Italians for Darfur, che "oggi è molto peggio di quanto fosse nel 2004".

Il deteriorarsi delle condizioni non facilita di certo lo sviluppo di un processo di pace, che è l'unica soluzione possibile per garantire l'accesso dei civili agli aiuti umanitari e l'equa distribuzione delle risorse.Come si può pretendere che le fazioni ribelli abbiano una anche minima possibilità di decidere una comune posizione, se i loro leader non possono riunirsi senza che, nel frattempo, le loro basi e i loro villaggi vengano bombardati? Anche nella sua ultima riunione di giugno, il Consiglio dell'Unione Europea ha condannato i nuovi e ripetuti bombardamenti di civili da parte dell'aviazione sudanese e ha esortato i ribelli a costruire una comune linea politica, ma non ha fatto nessun riferimento al problema che proprio questi attacchi indiscriminati costituiscono il principale ostacolo al dialogo. Un'altra condizione fondamentale perche' non si ripeta il fallimento dell'accordo di pace di Abuja del maggio 2006 è che al futuro -auspicato- tavolo della pace vengano rappresentate tutte le componenti della società civile del Darfur e che la comunità internazionale vigili compatta, senza riserve, sul rispetto del cessate il fuoco.

L' Italia-non ci stancheremo mai di ricordarlo- mai come quest'anno potrebbe svolgere un ruolo di primo ordine nel Consiglio per i Diritti Umani e nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU, essendo a capo tra l'altro della commissione per le sanzioni al Sudan, e in seno all'Unione Europea, facendosi promotrice di pace in Darfur.

Italians for Darfur e' convinta che la responsabilita' di tale ruolo sara' difficilmente assunta finche' non saranno gli stessi cittadini italiani a pretenderlo. Rinnoviamo quindi l' appello on-line di Italian Blogs for Darfur ai mass media italiani, perche' non nascondano piu' al nostro Paese il dramma di 2milioni di persone in fuga e la morte di 400.000 civili e garantiscano una corretta e piu' ampia informazione sul Darfur e sulle altre crisi umanitarie troppo spesso dimenticate.


25 giugno 2007

Ma tu chi sei?

Chiedendo ai fantastici utenti del presente blog (questa in epoche più antiche si chiamava "captatio benevolentiae", ora solo super-leccata) perdono per la prolungata assenza di post da parte mia, comunico che, dovendo scaricare dopo 1 mese 5 MB di posta elettronica alla fantastica velocità di 44 kbps (ieri erano 45, ma, come ben saprete, non è Natale tutti i giorni), ho avuto quanto meno il modo di farmi un giro in rete per potervi così segnalare i fantastici test "Sei Elio e le Storie Tese?"che metterà alla prova la vostra intima conoscenza di questa boy-band nostrana, oppure "Il tuo sedere è igienico?" (ci avevate mai pensato?Dite la verità...), o il più serio "Cartoni anni '80 vs cartoni anni '90", oppure, the last but not the list, "Sei un grezzo?"(sottotitolo "scopri la bestia che c'è in te"), disponibili sul sito http://www.bardidentro.it/

22 giugno 2007

Personaggi famosi

Giovanni Sebastiano Ruscello
Carletto Supermercati
Samuele Barbiere
Briano Maggio
Giovanni Diacono
Ruggero Acque
Nicola Muratore
Giorgio Michele
Michele Di Giacomo
Stefano Meraviglia
Alfredo Attaccagallo
Oliviero Pietra
Giorgio Cespuglio
Michele Calzolaio
Serena e Venere Guglielmi
Paolo Uomonuovo
Roberto Guadorosso
Giacomo Decano
Morgan Uomolibero
Antonio Saltaparentele
Nicola Gabbia
Gavino Pancetta
Cristiano Fissatore
Tommaso Crociera
Nicoletta Burlone
Giulia Roberti
Michele Giordano
Leonardo Uccello
Guglielmo Cancelli
Stefano Incarichi
Alberto Unapietra
Isacco Nuovatonnellata
Michele Ungiornolontano
Tommaso Uomo
Stefano Re
Bernardo Collina
Giacomo Legame
Carletto Marrone

15 giugno 2007

Le bugie degli ambientalisti 2

Da qualche mese è uscito il secondo libro di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari su quelle che chiamano le bugie degli ambientalisti. Del primo ho diffusamente parlato in molti post precedenti (ora non mi va di linkarli tutti, li trovate sotto l'etichetta "ambiente"), sottolineandone gli aspetti positivi, come la grande quantità di dati scientifici che forniscono a sostegno delle loro tesi, e quelli negativi, come un eccessivo "invasamento" in posizioni che un mio amico definirebbe da "nazicattolici".
Ad ogni modo, il primo libro è una lettura che consiglio comunque di fare, perché molto istruttiva. Non ho ancora comprato il secondo, ma dall'indice si può avere un'idea della linea seguita. In particolare, nella prima parte gli autori pongono l'accento su quanto la natura stessa inquini. La cosa non mi sembra banale, perché a volte, presi da una smania di onnipotenza, pensiamo (o ci vogliono far pensare) che la specie umana sia quella capace di pesare più di ogni altra sull'ambiente. Leggere quindi dati sulle emissioni della natura stessa può magari farci capire quali sono gli effettivi ordini di grandezza in gioco quando si parla dell'ecosistema, considerato nella sua interezza.

Nuova simulazione sulle Torri Gemelle

Un articolo del Corriere parla di una nuova simulazione, realizzata alla Purdue University, dell'impatto degli aerei contro le Torri Gemelle. L'articolo originale è tratto da Science Daily. Qui sotto si può vedere l'animazione video.


13 giugno 2007

Incompetent design

Quando l'ho letto tra i commenti di Inminoranza non potevo crederci, e invece è tutto vero!
A questo punto mi sa che devo proprio scrivere un post che da molto ho in mente di fare, per spiegare come funziona la teoria di Darwin. Spero di trovare il tempo, che in questo periodo è alquanto ridotto.

08 giugno 2007

Che i bigotti abbiano ragione?

Pochi giorni fa leggevo questa notizia:

Kakà: "Vergine al sì. La sfida più difficile"

...e oggi leggo questo:

Milan: Kakà operato agli occhi.

07 giugno 2007

Occhi sul Darfur

Riporto una mail ricevuta da un membro della mailing list di Italian Blogs for Darfur:


Appello per monitoraggio online della violenza in Darfur
di Anna Masera

Ieri sera nella conferenza globale in webcast contro la censura su Internet che rischia di trasformarla in qualcosa di molto diverso dalla sua forma originaria. Su www.amnesty.org Irene Khan, segretaria generale di Amnesty, ha dichiarato: "Nell'era della tecnologia, Internet è diventato la nuova frontiera nella lotta per i diritti dei dissidenti. Con l'aiuto di alcune tra le più grandi compagnie mondiali, alcuni governi come quello della Bielorussia, della Cina, dell'Egitto, dell'Iran, dell'Arabia Saudita e della Tunisia monitorano le chat room, chiudono i blog, pongono dei limiti nella ricerca sul web e bloccano siti. Persone sono state imprigionate in Cina, Egitto, Siria Uzbekistan e Vietnam per aver postato e condiviso informazioni online. Ogni persona ha il diritto di inviare e ricevere informazioni ed esprimere la propria opinione senza paura o interferenze".
Nel suo rapporto 2007 Amnesty International ha reso noto di aver iniziato a monitorare, inserendole su Internet, le immagini raccolte dal satellite su villaggi del Sudan devastati dalle violenze nella regione del Darfur, per far pressione su Khartoum affinchè consenta di inviare nella regione truppe di pace dell'Onu.
L'appello invita a registrarsi all'indirizzo www.eyesondarfur.org, che verrà aggiornato regolarmente con nuove immagini, per aiutarli a tenere sotto controllo 12 villaggi in posizioni delicate e informare Khartoum che queste zone sono strettamente monitorate per registrare ogni segnale di violenza. Oltre 200.000 persone sono morte e due milioni hanno abbandonato le proprie case da quando è iniziato nel 2003 il conflitto nel Sudan occidentale tra le etnie africane che si ribellano al governo, sostenuto dalla milizia araba Janjaweed. Khartoum afferma che i morti sono stati 9.000 e rigetta le accuse di genocidio.
Il Consiglio di Sicurezza Onu lo scorso anno ha adottato una risoluzione per dispiegare truppe di 23.000 uomini fortemente "ibride" Onu-Unione Africana. Ma il presidente del Sudan Omar Hassan al-Bashir ha definito eccessivo il numero di questo dispiegamento. Ed ha accettato solo l'impiego di 3.000 uomini della forza di polizia Onu e personale militare in aiuto ad una forza dell'Unione Africana di circa 7.000 uomini. Tuttavia il piano finale sulla forza ibrida non ha ancora raggiunto Khartoum per via delle divergenze tra Onu e Ua sul controllo delle operazioni.
Amnesty dice che le immagini via satellite possono arrivare a mostrare oggetti di 60 centimetri, cosa che permetterebbe di individuare capanne distrutte, raggruppamenti di soldati o profughi in fuga. "Ci aspettiamo che il governo sudanese protegga questi e gli altri villaggi in tutto il Darfur. Ci aspettiamo che restino intatti oggi, domani e molto più in là nel futuro", ha dichiarato Ariela Blatter, direttore del Centro Prevenzione e Intervento Crisi della sezione Usa di Amnesty, che ha diretto il progetto di monitoraggio, chiamato Eyes on Darfur (occhi sul Darfur).

31 maggio 2007

Legami tra Italia e Sudan

Segnalo un articolo non recente, ma che spiega alcuni risvolti interessanti della situazione del Sudan.

Petrolio e politiche di guerra
La lunga storia di guerra sudanese sembra non doversi ancora concludere, nonostante l’incoraggiante pace siglata il 26 maggio 2003 tra governo e ribelli del Sudan people's liberation movement / Army (Splm/A) - protagonisti di ventun anni di conflitto nel sud - e il protrarsi del cessate il fuoco.

Dal febbraio 2003 nel Darfur altri due gruppi ribelli - l’Esercito/movimento di liberazione del Sudan (Sla/m) e il movimento per la giustizia e l’uguaglianza (Jem) - combattono contro Khartoum, accusato d’averli estromessi dalle trattative di pace e di sostenere le milizie arabe janjaweed, responsabili di violenze contro la popolazione nera in Darfur.
Punto focale delle trattative la spartizione dei proventi petroliferi dei giacimenti del Sud Sudan.

"Mentre nel Darfur infuriano le violenze, c’è chi con il regime al potere in Sudan fa buoni affari in campi come il petrolio, le armi, le tecnologie sensibili: dalla Cina alla Malaysia, dall’Iran alla Russia, dal Canada alla Gran Bretagna. E, non per ultima, all’Italia, che risulta il terzo cliente della produzione petrolifera sudanese". Così Francesco Terreri, collaboratore di Nigrizia, in un’analisi pubblicata da Microfinanza, in cui evidenzia i principali interessi economici internazionali che ruotano attorno al paese africano. Con lui abbiamo cercato di approfondire ulteriormente questi temi.

La storia del Sudan come produttore di petrolio è una storia piuttosto recente e, fino a pochi anni fa, legata all’Italia…

L'Italia, con l’Eni, fu tra i primi paesi ad effettuare ricerche nel paese, negli anni ’50. Si trovarono i primi giacimenti, che però non riuscivano neanche a soddisfare il mercato interno. Il Sudan appare come paese esportatore solo dal 1999, anno del decollo della produzione grazie allo sfruttamento del più importante bacino estrattivo, quello di El Muglad, 800 km a sud-ovest di Khartoum.

Nasce la prima aggregazione di interessi in mano al consorzio cinese-malaysiano Greater Nile Petroleum Operating Company (Gnpoc), che detiene complessivamente il 70% del capitale. La compagnia statunitense Chevron, così come l’italiana Eni, abbandona, lasciando spazio ad una società privata canadese, la Talisman Energy - che subentra con il 25% -, mentre il restante 5% è della Sudapet, in mano al governo.

Secondo un rapporto diffuso dal ministero dell’Economia di Khartoum gli Emirati Arabi sono oggi tra i principali investitori in Sudan, in particolare nel settore petrolifero…

Gli Emirati Arabi sono tra i primi investitori perché, oltre che produrre petrolio in proprio, costituiscono una sorta di "centro di servizi" che si occupa del collocamento dei prodotti petroliferi sul mercato. Circa un terzo delle importazioni negli Emirati sono poi riesportate. È una funzione di broker che si pone anche in concorrenza alla consolidata posizione in questo senso occupata dalle grandi imprese statunitensi.

La Chevron ufficialmente ha abbandonato il Sudan. Che interessi hanno quindi gli Stati Uniti nel paese?

L’interesse statunitense, a mio avviso, non consiste, in Sudan come in Iraq, nell’appropriarsi fisicamente dei pozzi, ma nel preoccuparsi che "governi ostili" non inceppino i meccanismi generali del mercato del petrolio.

E l’Italia che ruolo svolge?

L’Italia è stata, come detto, tra i primi paesi ad effettuare prospezioni in Sudan. Dopo quelle negli anni ’30 della Shell e negli anni ’50 di Mobil e Total, fu l’italiana Agip ad avviare le ricerche nella seconda metà degli anni ’50. L’Agip Sudan proprio nel 1999, quando cominciavano a emergere i primi risultati, è stata venduta a compagnie private dell’Africa orientale. Oggi però l’Italia è il terzo acquirente di petrolio sudanese.

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